Accessibilità

Da WikiPA.

L’accessibilità è quella caratteristica dei siti web che rende tali risorse utilizzabili in modo efficace anche da persone che si trovano in condizioni di ‘svantaggio’, quali per esempio le persone disabili, ma anche le persone anziane, con bassa scolarità e con poca esperienza delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC). Rendere accessibile un sito web, significa quindi includere tra i potenziali utenti dei servizi anche quelle categorie di persone che altrimenti sarebbero escluse dall’uso degli strumenti informatici.
La possibilità di accesso alle risorse web in Italia è garantita dalla legge 4/2004, o Legge Stanca, che definisce tutta una serie di requisiti da rispettare e specifica tutte le procedure per verificare e per garantire la possibilità di utilizzo dei servizi ‘virtuali’ alle categorie protette, secondo verifiche tecniche e soggettive condotte dai Valutatori dell’Accessibilità, certificati dal Centro Nazionale per l’Informatizzazione della Pubblica Amministrazione o CNIPA [[1]]

Legge Stanca

La Legge Stanca rappresenta in Italia il primo passo voluto dal Governo che al primo articolo ‘Riconosce e tutela il diritto di ogni persona ad accedere a tutte le fonti di informazione e ai relativi servizi, ivi compresi quelli che si articolano attraverso gli strumenti informatici e telematici’. Sempre all’articolo 1, al secondo punto è inoltre dichiarato che ‘È tutelato e garantito, in particolare, il diritto di accesso ai servizi informatici e telematici della pubblica amministrazione e ai servizi di pubblica utilità da parte delle persone disabili, in ottemperanza al principio di uguaglianza ai sensi dell’art. 3 della Costituzione’.
Accanto a questa Legge sono stati elaborati altri interventi normativi da parte dell’Unione Europea recanti criteri per l’utilizzo delle tecnologie accessibili all’interno dei siti internet e delle amministrazioni pubbliche. Oltre a questi documenti, di grande interesse sono le ‘Linee guida per l’accessibilità ai contenuti web’, elaborate da W3C [[2]], che rappresentano delle vere e proprie raccomandazioni su come operare e cosa occorre tenere presente nella realizzazione di siti web con caratteristiche ed esigenze di accessibilità. La legge che si applica quindi soprattutto ai siti della PA e delle realtà aziendali, e che sta rappresentando anche un modello per i privati, impone che i nuovi contratti o i rinnovi degli stessi riguardo la realizzazione e la fornitura di servizi su internet, prevedano espressamente il rispetto di detti criteri di accessibilità. Tutto questo in un’ottica di e-Inclusivity, e-Accessibility e di e-Governament.

Le caratteristiche dei siti della PA

Le disposizioni normative in materia di caratteristiche dei siti Web delle amministrazioni sono poche ,e sono strumentali, da un lato, ad evitare che l’impiego delle tecnologie possa essere discriminatorio e, dall’altro, a fare in modo che l’uso della Rete possa davvero consentire il raggiungimento degli obiettivi di efficienza e trasparenza. In particolare, l’art. 53, comma 1, Codice dell’Amministrazione Digitale prevede che i siti istituzionali realizzati dalle Amministrazioni debbano rispettare “i principi di accessibilità, nonché di elevata usabilità e reperibilità, anche da parte delle persone disabili, completezza dell’informazione, chiarezza di linguaggio, affidabilità, semplicità di consultazione, qualità, omogeneità ed interoperabilità”. Una delle prescrizioni più importanti in materia di caratteristiche tecniche dei siti della PA è quella relativa all’accessibilità. In particolare, la Legge n. 4/2004 si preoccupa di garantire il diritto di accesso ai servizi informatici e telematici della Pubblica Amministrazione e ai servizi di pubblica utilità delle persone disabili, in ottemperanza al principio di uguaglianza. Tale diritto si traduce in obbligo, che incombe su tutti i soggetti pubblici, di progettare e realizzare siti che rispondano a precisi requisiti. L'art. 2 della Legge n. 4/2004 definisce il concetto di accessibilità come “la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa della loro disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari”. L’obbligo di garantire l’accessibilità degli strumenti informatici, e quindi dei siti Internet, non costituisce solo norma programmatica, ma prescrizione dal chiaro nitore precettivo, dal momento che l’art. 4, comma 2, Legge n. 4/2004 dispone che siano nulli i contratti stipulati dalle Amministrazioni per “la realizzazione e la modifica di siti Internet quando non è previsto che essi rispettino i requisiti di accessibilità stabiliti” e l’art. 9 della medesima Legge prevede che l’inosservanza di queste norme comporti la responsabilità dirigenziale e disciplinare.

Fonti