Agenda Digitale Italiana

Da WikiPA.

L'Agenda Digitale Italiana (ADI) è stata istituita il primo marzo 2012 con Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione; il Ministro per la Coesione Territoriale; il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e il Ministro dell'Economia e delle Finanze.L’ “ADI” rappresenta l'insieme delle iniziative e delle azioni promosse dal Ministero dello Sviluppo Economico, e più in generale i principali progetti dell’Italia, per l' attuazione della Strategia Italiana per la realizzazione degli obiettivi stabiliti dall’Agenda Digitale Europea.

Nell'ADI sono introdotti i sette “pilastri” dell’Agenda Digitale Europea e - all’interno di ciascuno di questi - sono riportate alcune delle iniziative e dei progetti intrapresi, in linea con le azioni proposte dalla Commissione europea. In particolare, viene presentato anche il “Piano Nazionale Banda Larga” e il “Progetto Strategico Agenda Digitale Italiana”.

L’ADI è stata inizialmente realizzata dal Dipartimento per le Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con la Fondazione Ugo Bordoni e Infratel Italia.

La normativa

Nel Decreto Legge del 18 ottobre 2012, n. 179 "Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese" -c.d. provvedimento Crescita 2.0 - sono previste le misure per l'applicazione concreta dell'ADI. I principali interventi sono previsti nei settori: identità digitale, amministrazione digitale, istruzione digitale, sanità digitale, divario digitale, pagamenti elettronici e fatturazione, giustizia digitale. L’Italia ha istituito una Cabina di regia volta a definire una strategia nazionale per lo sviluppo delPaese puntando sull’economia digitale (Decreto Legge 9 febbRaIo 2012, n. 5, convertito con Legge 4 aprile 2012, n. 35). Gli obiettivi della Cabina ricalcano le azioni definite nell’iniziativa faro –“digital agenda” all’interno della strategia europea EU2020. Con il Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni dalla Legge 7 agosto 2012, n. 134, - c.d. Decreto Sviluppo - è stata istituita l’Agenzia per l’Italia Digitale con il compito operativo di portare avanti gli obiettivi definiti con la strategia italiana dalla Cabina di Regia di cui sopra, monitorando l'attuazione dei piani di ICT delle pubbliche amministrazioni e promuovendone annualmente di nuovi, in linea con l’Agenda digitale europea. Con il Decreto Legge 21 giugno 2013, n. 69, il Governo ha rivisto la strategia dell'Agenda e il ruolo della Cabina di Regia, con l'istituzionedi un "Tavolo permanente,omposto da esperti”

La consultazione pubblica

Dal 15 dicembre 2011 al 15 gennaio 2012, presso il Ministero dello sviluppo economico si è svolta la consultazione pubblica relativa al “Progetto Strategico Agenda Digitale Italiana: implementare le infrastrutture di rete. Caratteristiche e modalità attuative”, indirizzata a tutti gli stakeholders istituzionali e privati, i cui contributi sono consultabili su questo sito.

Il Progetto Strategico descrive le misure per dotare l’Italia dell’infrastruttura necessaria a garantire l’inclusione digitale della cittadinanza, alle condizioni di accesso stabilite nei pilastri fiducia e sicurezza” e “standard e interoperabilità” proponendo la realizzazione di Data Center in partenariato pubblico privato“e promuovendo l’”accesso a internet veloce e super veloce”, mediante la realizzazione del Progetto Strategico nazionale per la banda ultralarga di cui all'articolo 30 del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.

Il Progetto Strategico definisce una linea unitaria per l’implementazione delle infrastrutture necessarie allo sviluppo dell’economia digitale del Paese quale:

  • cornice di riferimento per le Amministrazioni Pubbliche, le Regioni e gli Enti locali che decidano di affrontare investimenti in infrastrutture di comunicazioni elettronica
  • soluzione per ottimizzare le risorse a disposizione garantendo economie di scala
  • progetto di sistema per uno sviluppo coordinato e interoperabile delle infrastrutture
  • punto di riferimento per il mercato garantendo a quest’ultimo certezza del diritto e un quadro chiaro e trasparente nella gestione delle risorse pubbliche a disposizione
  • progetto di sistema capace di attirare gli investimenti privati necessari al suo completamento.

Per la sua attuazione saranno siglati opportuni accordi con le Regioni, le Province autonome e gli enti locali interessati all’intervento. In particolare, l’allegato Progetto Strategico, declinato per le sole Regioni del Mezzogiorno è parte integrante del Piano EUROSUD, la cui attuazione fa riferimento ai medesimi criteri di sviluppo e implementazione qui esplicitati.

La cabina di regia

Con il passaggio dal Governo Berlusconi al Governo Monti, le iniziative governative per lo sviluppo della banda larga, dell’e-government e dell’alfabetizzazione digitale, hanno subito un’accelerazione. In poco più di due mesi dal suo inizio, il Governo Monti ha approvato una quantità notevole di misure, tra cui molte nell’ambito dell’economia e della società digitale. Tale accelerazione ha visto la nascita di una “cabina di regia” per l’agenda digitale coordinata dai ministri dello Sviluppo Economico, dell’Istruzione e della Ricerca, e della Pubblica Amministrazione e della Semplificazione.

Il 13 marzo 2012, infatti, è stato approvato il Decreto Legge “Semplificazioni”, D. l. 9 febbraio 2012, n. 5 , che, nell’ articolo 49, intitolato “Agenda digitale italiana”, affronta i seguenti temi:

  • “Banda larga e ultra larga: Ancora oggi, il 5,6 % della popolazione, pari a 3,5 milioni di italiani si trovano in condizione di deficit digitale e più di 3000 località hanno problemi infrastrutturali che rendono più complessa la vita dei cittadini.
  • Open Data: ossia la diffusione in rete dei dati in possesso delle amministrazioni, nell’ottica della totale trasparenza.
  • Cloud: utilizzo del cloud computing, ovvero la dematerializzazione e condivisione dei dati e delle infrastrutture tra le pubbliche amministrazioni.
  • Smart Communities: la spinta alle aziende pubbliche a tuffarsi nei social network, gli spazi virtuali in cui i cittadini possono scambiare opinioni e stimolare soluzioni condivise”.

Tali tematiche hanno promosso l’istituzione di sei gruppi di lavoro composti da tecnici e distinti in base ai principali obiettivi della strategia, che agiranno in raccordo diretto con i ministri. Ciascun gruppo, ccordinato da i referenti del ministero che sarà maggiormente coinvolto, vedrà comunque la collaborazione di tutti gli altri dicasteri che partecipano alla cabina di regia. Le tematiche affrontate dai sei gruppi, nello specifico, afferiscono:

  • Infrastrutture e sicurezza, coordinato dal Ministero per lo Sviluppo economico
  • E-Commerce, coordinato dal Ministero per lo Sviluppo economico e dal Dipartimento per l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri
  • E-government e Open data, coordinato da Ministero Istruzione, Università e Ricerca e dal Ministro per la PA e la semplificazione
  • Alfabetizzazione informatica, coordinato dal Ministero Istruzione, Università e Ricerca e dal Ministro per la PA e la semplificazione
  • Ricerca e investimenti, coordinato dal Ministero Istruzione, Università e Ricerca e dal Ministero per lo Sviluppo economico
  • Smart Communities, coordinato dal Ministero Istruzione, Università e Ricerca e dal Ministro della Coesione Territoriale

La cabina di regia per l’Agenda digitale italiana, resa nota il 16 marzo 2012, ha il compito di fissare tempi e modi per la costituzione del decreto DigItalia, previsto per fine giugno 2012. Ciascun gruppo di lavoro dovrà, preliminarmente, avere le idee chiare sul recepimento degli obiettivi dell' Agenda digitale europea e sul contesto in cui si andrà a operare, ostacoli e quadro finanziario compresi. Tra aprile e maggio, si censiranno le iniziative in corso e se ne pianificheranno di nuove.

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