Amministrazione digitale

Da WikiPA.

L'Amministrazione digitale, o e-government, è il sistema di gestione digitalizzata della pubblica amministrazione che si avvale delle Tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni (TlC) per migliorare la qualità dei servizi pubblici e per agevolarne l'accesso da parte dei cittadini. Il processo di innovazione innescato con il ricorso alle TlC, inoltre, concorre a produrre un cambiamento organizzativo e l'acquisizione di nuove competenze da parte del personale, con l'obiettivo di migliorare i servizi al pubblico, rafforzare il processo democratico e sostenere le politiche pubbliche.

L'Amministrazione digitale, inoltre, può ridurre i costi che imprese e governi devono sostenere e può semplificare i rapporti tra le amministrazioni e i cittadini, contribuisce a rendere il settore pubblico più aperto e trasparente aiutando e, nel contempo, aiuta i cittadini a meglio comprendere il funzionamento dell'amministrazione pubblica e la sua responsabilità nei propri confronti [1].

Caratteristiche

Secondo la Comunicazione della Commissione europea "Un'Agenda digitale per l'Europa[2]", i servizi di e-Government costituiscono un modo economico per migliorare il servizio ai cittadini e alle imprese, favorire la partecipazione e promuovere un'amministrazione aperta e trasparente. I servizi di e-Government possono ridurre i costi e permettere ad amministrazioni pubbliche, cittadini e imprese di risparmiare tempo. Inoltre possono contribuire ad attenuare le minacce connesse ai cambiamenti climatici e ai rischi naturali e di origine umana grazie alla condivisione di dati ambientali e di informazioni sull'ambiente.

Un sistema pubblico di azione digitale comprende l'insieme delle attività amministrative che si svolgono tramite le tecnologie informatiche e la rete Internet al fine di perseguire gli obiettivi di efficacia, efficienza, economicità, trasparenza e democraticità nell’erogazione dei servizi pubblici e nello svolgimento dei procedimenti amministrativi.

I modelli di erogazione sono individuati in base ai flussi di informazione interessati, e si possono distinguere in: dall'Amministrazione al Cittadino o dall’Amministrazione al Consumatore (G2C), dall'Amministrazione all'Impresa (G2B) e da Amministrazione ad Amministrazione (G2G). I maggiori benefici dell’e-government includono il miglioramento dell’efficienza, economicità, e migliore accessibilità ai servizi pubblici.

Normativa di riferimento

Il testo normativo che riunisce i principi alla base dell'Amministrazione digitale è il Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD), considerato nella versione del testo integrato che comprende:

  • Decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, pubblicato in G.U. del 16 maggio 2005, n. 112 - S.O. n. 93 "Codice dell'amministrazione digitale";
  • Decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 159, pubblicato in G.U. del 29 aprile 2006, n. 99 - S.O. n. 105 "Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 recante Codice dell'amministrazione digitale";
  • Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1 aprile 2008 - "Regole tecniche e di sicurezza per il funzionamento del Sistema pubblico di connettività previste dall'art. 71, comma 1-bis del Decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante il "Codice dell'amministrazione digitale";
  • Decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito in Legge 28 gennaio 2009, n. 2 che ha introdotto modifiche al CAD;
  • Legge 18 giugno 2009, n. 69, che ha introdotto il comma 2-ter e 2-quater all'art. 54 del CAD in materia di contenuto dei siti delle pubbliche amministrazioni
  • Decreto legislativo n. 235 del 30 dicembre 2010, che ha modificato e integrato il CAD.

Il CAD promuove e regola la disponibilità, la gestione, l'accesso, la trasmissione, la conservazione e la fruibilità dell'informazione in modalità digitale, utilizzando le tecnologie dell'informazione e della comunicazione all'interno della pubblica amministrazione e nei rapporti tra amministrazione e privati.

In relazione alla progettazione e allo sviluppo di siti web, il CAD ha espresso alcune indicazioni di carattere generale ed altre più specifiche riguardanti, tra l'altro, i contenuti minimi che un sito di una pubblica amministrazione deve contenere per garantire il livello minimo di servizio al cittadino.


Tecnologie

Pur essendo le TlC, ed in particolare Internet, le tecnologie più diffuse per l' "amministrazione on-line", sono diverse le tecnologie di amministrazione elettronica non basate su Internet possono essere inserite in questo contesto: telefono, fax, palmare, SMS, MMS e 3G, GPRS, WiFi, Wimax e Bluetooth.

Altre tecnologie possono includere CCTV, sistemi di tracciamento, RFID, identificazione biometrica, organizzazione del traffico stradale, applicazione dei regolamenti, carte d’identità, smart card, o altre applicazioni del tipo NFC; tecnologie presso i seggi elettorali (in cui sono incluse il voto elettronico non on-line), servizi amministrativi di erogazione radio-televisiva, e-mail, strutture di comunità on-line, newsgroups (gruppi di discussione), mailing-list elettroniche, chat on-line e tecnologie per la messaggeria istantanea. Ci sono anche alcune tecnologie specifiche di e-government come m-government (mobile government), u-government (ubiquitous government) e g-government (applicazioni GIS/GPS per l’amministrazione elettronica).

Sicurezza

Se da un lato l'introduzione della tecnologia può portare dei benefici concreti all'attività amministrativa, quali l'interoperabilità, la Semplificazione amministrativa delle procedure, la riduzione degli sprechi (quindi maggiore efficienza), ecc., dall'altro l'implementazione di rete informatica, e altre tecnologie analoghe, può comportare problemi dal punto di vista della sicurezza; per evitare accessi indesiderati alle informazioni è quindi utile adottare forme di protezione del sistema attraverso l'utilizzo di password, oppure identificando in maniera univoca l'utente che invia o accede alle informazioni attraverso la firma digitale.

Un importante concetto nell'ambito delle applicazioni per l'e-government e della cooperazione applicativa è quello della porta di dominio.

Implicazioni

Ci sono molte considerazioni e potenziali implicazioni nello sviluppo e nella configurazione dell’amministrazione elettronica, che include la disintermediazione dell’amministrazione ed i suoi cittadini, impatti sui fattori economici, sociali e politici e la turbativa dello status quo in queste aree.

Le amministrazioni potrebbero avere la necessità di considerare l’impatto sul sesso, età, capacità di linguaggio e diversità culturali, oltre all’effetto sull’ alfabetizzazione, sulla capacità di calcolo, sugli standard educativi e sull’istruzione nell’ambito delle tecnologie informative (IT). Le preoccupazioni economiche includono il divario digitale, ovvero l’effetto sulla struttura della società e sul potenziale impatto sul reddito, del mancato utilizzo, non disponibilità o non accessibilità dell’amministrazione elettronica, o di altre risorse digitali.

Le problematiche relative alle entrate da reddito ed erariali includono gli effetti dell’amministrazione elettronica su tasse, debito, prodotto interno lordo, commercio e scambio, corporate governance, e i suoi effetti su professioni, industrie e commerci non basati sull’amministrazione digitale, come per esempio Internet Service Providers e infrastrutture Internet.

Da un punto di vista tecnologico, l’implementazione dell’amministrazione elettronica impatta sulle concessioni elettroniche, interoperabilità (per esempio e-GIF) e questioni di semantica del web, “legacy technology” (la coesistenza, o la sostituzione completa, del pre-e-government con sistemi di e-government), e implicazioni nelle scelte dei software (fra software open source e proprietari e fra linguaggi di programmazione), così come il blogging politico specialmente da parte del legislatore.

Ci sono anche altre questioni di organizzazione relative all’integrazione dei servizi, alle amministrazioni digitali locali e autorità internet che includono ICANN, IETF e W3C, e considerazioni di ordine finanziario, come il costo dell’implementazione/effetto sui budget esistenti, gli effetti sugli obiettivi di governo e sui finanziamenti.

Le implicazioni di ordine legale includono la libertà di informazione e diritto alla privacy.

In Europa

Oggi, nonostante un livello elevato di disponibilità di servizi di e-Government in Europa, esistono ancora notevoli differenze fra i vari Stati membri e la loro diffusione fra i cittadini è limitata. Nel 2009[3] soltano il 38% dei cittadini dell'UE, rispetto al 72% delle imprese, aveva usato internet per accedere ai servizi di e-Government. La diffusione generale di internet aumenterà con il miglioramento in termini di uso, qualità e accessibilità dei servizi pubblici online.

I governi europei si impegnano a garantire, entro il 2015, l'ampia diffusione di servizi di e-Government orientati all'utente, personalizzati e multipiattaforma. A tal fine, i governi dovrebbero adottare le misure necessarie per evitare l'adozione di requisiti tecnici superflui, quali per esempio applicazioni che funzionano soltanto in determinati ambienti tecnici o con dispositivi specifici. La Commissione darà l'esempio attuando servizi intelligenti di e-Government che agevoleranno la razionalizzazione delle procedure amministrative e la condivisione delle informazioni e semplificheranno l'interazione con la Commissione, favorendo una maggiore consapevolezza fra gli utenti e migliorando l'efficienza, l'efficacia e la trasparenza della Commissione.

La maggior parte dei servizi pubblici online non funziona a livello transfrontaliero, cosa che incide sulla mobilità delle imprese e dei cittadini. Finora le autorità pubbliche si sono concentrate sui bisogni nazionali, senza prendere sufficientemente in considerazione gli aspetti dell'e-Government connessi al mercato unico. Tuttavia, alcuni strumenti giuridici e iniziative connessi al mercato unico (quali la direttiva sui servizi o il piano d'azione per gli appalti pubblici elettronici) si fondano sul principio dell'interazione fra le imprese e con le amministrazioni pubbliche per via elettronica e a livello transfrontaliero .

L'Europa ha pertanto bisogno di una cooperazione amministrativa più efficiente per sviluppare e realizzare servizi pubblici online transfrontalieri. In questo quadro si inserisce l'attuazione di procedure armonizzate per gli appalti pubblici elettronici e di servizi transfrontalieri di identificazione e autenticazione elettronica (compreso il riconoscimento reciproco dei livelli di sicurezza per l'autenticazione) .

I servizi elettronici nel settore dell'ambiente (eEnvironment), che rientrano fra i servizi di e-Government, sono ancora sviluppati in misura insufficiente o frammentati lungo i confini nazionali. Il diritto dell'Unione in questo settore dovrebbe essere riveduto e aggiornato. Inoltre, soluzioni innovative, quali le reti di sensori avanzate, possono aiutare a colmare le lacune nei dati necessari.

In Italia

Secondo il 45° Rapporto del Censis l’Italia è tra i Paesi europei con le migliori performance relativamente alla disponibilità on line di alcuni servizi pubblici fondamentali, come il registro automobilistico e la dichiarazione dei redditi. La nazione ha toccato il vertice della classifica con una performance del 100% di fronte a una media europea che si ferma all’82%. L’incremento rispetto all’anno precedente è di 31 punti percentuali. Ma solamente il 17% dei cittadini italiani ha fruito di servizi on line della Pubblica Amministrazione negli ultimi tre mesi. Siamo penultimi in Europa, davanti alla Grecia, e lontanissimi dalla Norvegia (quasi il 70% della popolazione). La situazione migliora nel caso delle imprese: l’84% utilizza Internet per interagire con la Pa, meno del 96% della Norvegia, ma più del 67% di Spagna e Inghilterra.

Nel Piano E-gov 2012 è definito un insieme di progetti di innovazione digitale. I progetti, nel loro complesso, si propongono di modernizzare, rendere più efficiente e trasparente la Pubblica Amministrazione, migliorare la qualità dei servizi erogati a cittadini e imprese e diminuirne i costi per la collettività, contribuendo a fare della Pubblica Amministrazione un volano di sviluppo dell’economia del Paese.

Nel 2005 in Italia è stato emanato il Codice dell'Amministrazione Digitale (d.lgs. 82/2005), entrato in vigore il 1º gennaio 2006. Successivamente il Codice è stato integrato nel 2010 con decreto legislativo 30 dicembre 2010, n. 235 e, successivamente dal decreto legge 13 agosto 2011, n. 138. Il testo vigente presenta alcune novità tra cui il concetto di copia informatica, la firma elettronica avanzata, il valore giuridico e probatorio del documento informatico e delle sue copie, i dispositivi sicuri di firma e le procedure automatiche; la conservazione dei documenti digitali, la Continuità operativa, la PEC e l' invio di istanze e dichiarazioni alla Pubblica Amministrazione.

Collegamenti esterni

Istituzioni italiane

Approfondimenti

Note

  1. Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, del 28 maggio 2002 – Piano d’azione eEurope: una società dell'informazione per tutti
  2. COMMUNICATION FROM THE COMMISSION TO THE EUROPEAN PARLIAMENT, THE COUNCIL, THE EUROPEAN ECONOMIC AND SOCIAL COMMITTEE AND THE COMMITTEE OF THE REGIONS A Digital Agenda for Europe /COM/2010/0245 f/2 /
  3. Vedi nota 2