Banda larga

Da WikiPA.

Nei settori delle telecomunicazioni e dell'informatica è definito banda larga (in inglese broadband) il processo di trasmissione e ricezione di dati informativi, inviati e ricevuti simultaneamente in maggiore velocità di trasmissione, sullo stesso cavo o mezzo radio grazie all'uso di mezzi trasmissivi e tecniche di trasmissione che supportino e sfruttino un'ampiezza di banda superiore ai precedenti sistemi di telecomunicazioni detti invece a banda stretta (narrowband).


Descrizione

Nell'ambito della teoria dei segnali (vorrei inserire la nota -Marco Luise, Giorgio M. Vitetta (2003): Teoria dei segnali, Mc graw - Hill) questo termine è usato per indicare i metodi che consentono a due o più segnali di condividere la stessa linea trasmissiva.

Nella legislazione italiana ed europea manca una definizione ufficiale di banda larga. Tuttavia la Commissione europea usa il termine Banda larga in un'altra accezione cioè come sinonimo di connessione alla rete Internet più veloce di quella assicurata da un normale modem analogico dial-up. Essa è di fatto un concetto tipicamente relativo dei nuovi sistemi di telecomunicazione rispetto ai precedenti oppure assoluto se si paragonano tra loro i più evoluti sistemi di telecomunicazione (es. wireless o cablati).

In questo senso la più tipica banda larga sarebbe quella assicurata dalla connessione tramite fibra ottica. Pur tuttavia con tale espressione si può intendere anche la banda dei sistemi mobili di telecomunicazioni (es. cellulari e smartphone) di terza generazione (3G) (telefonia) con accesso alla rete Internet rispetto a quelli di seconda generazione (2G) (wireless broadband o banda larga radiomobile), i quali tutti hanno comunque un'ampiezza di banda inferiore rispetto alle reti cablate in fibra ottica specie in un contesto di banda totale condivisa tra molti utenti. In tale accezione l'evoluzione dei sistemi cablati viaggia ora verso la cosiddetta banda ultralarga (ultrabroadband) grazie all'avvento delle Next Generation Network.

Il termine nell'uso comune

A volte questa espressione è usata come sinonimo di una linea Adsl: più precisamente, vari tipi di linee DSL sono considerate a "banda larga" nel senso che i dati e la voce sono trasmessi su canali differenti (in pratica, generalmente su bande di frequenza differenti), ma usando lo stesso doppino, ma tale identificazione non corrisponde, come sopra detto, all'uso operato nei documenti ufficiali a livello europeo e nemmeno all'uso dei primi operatori del settore. Data la definizione iniziale, si può scoprire che anche i modem analogici che operano ad una velocità superiore a 600 bit/s sono tecnicamente a banda larga, visto che il numero di segnali inviati per secondo (i baud) è inferiore al numero di bit trasmessi sempre per secondo, o se si preferisce a ogni segnale corrisponde più di un bit. Ad esempio, un modem a 2400 bit/s usa quattro canali a 600 baud.

Telecom Italia è soggetta all'obbligo di servizio universale, che non prevede un collegamento a banda larga per tutti gli utenti.

La rete italiana in doppino in rame è stata completata intorno agli anni '60 e, dunque, nel migliore dei casi presenta un'obsolescenza di quarant'anni. Una rete del genere richiede costosi oneri di manutenzione, per garantire la continuità del servizio telefonico, imposta per legge. Alcuni esempi: il cavo in rame richiede drenaggio se è interrato e in zone umide, riparazioni a causa di fulmini e spellamenti dovuti alle intemperie se è posto in superficie.

La fibra ottica ha invece il grande vantaggio di funzionare anche in queste condizioni. Una modulazione con ADSL del segnale, su doppino o su fibra, garantisce un buon servizio anche se nei piccoli centri si guastano una decina delle 50 coppie di doppini che devono servire il centro abitato.

Gli oneri di manutenzione della rete in doppino, in un certo senso, devono essere contrapposti a quelli di costruzione (o ammodernamento) delle centrali telefoniche con cablaggio in fibra ottica, che però non richiede in pratica nessuna manutenzione, né preventiva né a guasto.

Confusione nell'uso

Con l'aumento delle velocità di trasmissione possibili, però, il termine ha iniziato a significare "alta velocità"; ormai un modem a 56 Kb/s, che formalmente trasmette a banda larga, viene definito "narrowband" (cioè a banda stretta), per non parlare dei modem a 9600 bit/s, anch'essi a banda larga secondo la definizione tecnica.

Il concetto di banda larga è quindi un concetto sempre relativo e in continua evoluzione con l'avanzamento tecnologico di rete di telecomunicazione e relativi dispositivi: vengono infatti etichettate in tal modo diversi tipi di connessioni ad Internet a velocità di trasmissione anche molto diverse tra loro (2Mbit/s, 4 Mbit/s, 8Mbit/s e così via), ma generalmente tutte sopra il Mbit/s, ciascuna sponsorizzata a banda larga (ovvero più larga) rispetto alla precedente.


Importanza della banda larga

La diffusione della banda larga è considerata un fattore di crescita economica e occupazionale di un Paese in quanto in grado di ridurre il cosiddetto digital divide.

Una velocità minima di connessione è un requisito tecnico irrinunciabile per la diffusione di alcuni servizi quali: telelavoro, telemedicina, IPTV, teleconferenza, videochiamata, l'avvio di un'attività a distanza.

La disponibilità di una connessione a banda larga è praticamente indispensabile in qualunque sede di lavoro che richieda un'interazione via Internet con l'esterno. Le Intranet aziendali normalmente già dispongono di collegamenti ad alta velocità, comunque ottenibili con investimenti propri dell'azienda. La disponibilità di una connessione Internet veloce dipende, invece, da decisioni di investimento di terzi, del proprio provider.

In presenza di una connessione lenta, diventano problematiche operazioni quotidiane come l'invio di un file di alcuni megabyte o l'apertura di una pagina Internet che non contiene solo testo. Le aziende non servite dalla banda larga subiscono una perdita di produttività, legata al tempo richiesto per svolgere attività che impegnano molto meno i concorrenti serviti da una connessione veloce.

A frenare gli operatori nel portare la banda larga e ultralarga ovunque nella rete di accesso e progressivamente estenderne l'ampiezza sono però i costi elevati di investimento, spesso non sostenibili, cioè non giustificati da adeguati ritorni economici in termini di redditività per l'operatore stesso, come accade ad esempio in zone scarsamente abitate[1].

Legislazione

La banda larga è stata dichiarata servizio universale per la prima volta al mondo in Finlandia nel 2005, e in seguito in Spagna e Svizzera.

La dichiarazione di servizio universale specifica una banda minima e un throughput medio di connessione, oggettivamente misurabile, che deve essere fornito a ogni utente. Non indica invece la tecnologia (hardware, standard trasmissivo in termini di frequenze e potenza in antenna della portante, e protocollo di rete) con la quale il servizio deve essere fornito, che sarà: cavo (estensione delle DSL), soluzione mobile (HSDPA/UMTS); banda larga satellitare, riunione di coppie ISDN, a scelta dell'operatore.

La normativa rispetta in questo senso il principio di neutralità tecnologica previsto dal diritto antitrust dell'Unione Europea.

Bisogna puntualizzare che non esiste una normativa che impone un servizio universale a banda larga via cavo, che resta comunque la soluzione che fornisce la maggiore stabilità per la connessione per una banda costante in download (non necessariamente, invece, la maggiore velocità di download).

Il Giappone detiene il primato mondiale della copertura del territorio e della velocità media di connessione. Ha realizzato l'intervento pubblico più consistente al mondo per la diffusione del broadband.

Voci correlate

Collegamenti esterni

Note

  1. http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/quest_ecofin_2/qef_34/QEF_34.pdf