Comunicazione pubblica

Da WikiPA.

La Comunicazione pubblica nella PA rappresenta uno strumento di partecipazione e democrazia. Se la salute civica del Paese dipende dalla qualità delle relazioni che le istituzioni instaurano con i cittadini, la comunicazione pubblica rappresenta una potente leva strategica a disposizione della pubblica amministrazione. A partire dagli anni '90 prende avvio in Italia la riflessione sulla trasparenza dell'agire pubblico, accompagnata dalla volontà di improntare il rapporto con i cittadini alla partecipazione e alla filosofia del servizio. Si diffonde il concetto di amministrazione condivisa, basata sulla collaborazione e sulla fiducia fra amministrazione e cittadini. Questi ultimi assurgono al ruolo di soggetti attivi e vengono proiettati al centro dell'azione amministrativa, diventandone termine di riferimento. Il cittadino non è più esclusivamente un portatore di bisogni, ma una risorsa capace di proporre e migliorare l’azione istituzionale.

La comunicazione pubblica e il cittadino

Una tappa fondamentale per la comunicazione pubblica è rappresentata dalla legge 150/2000 e dal successivo regolamento di attuazione 422/2001, che ne sanciscono l'importanza strategica e individuano ambiti di applicazione, strutture specializzate, procedure, mezzi e personale professionalmente qualificato per le attività di comunicazione. Dialogare con il cittadino diventa un dovere, da affiancare agli altrettanto fondamentali doveri costituzionali di riservatezza, imparzialità e correttezza. La comunicazione diventa soprattutto uno strumento per modernizzare e migliorare l’efficienza delle istituzioni pubbliche sempre più portate a costruire una relazione con le comunità amministrate basata sulla conoscenza, e sulla fiducia.

Caratteristiche

Spesso i termini comunicazione "pubblica" e "istituzionale" vengono usati come sinonimi, tuttavia la comunicazione istituzionale enfatizza uno solo degli attori coinvolti, le istituzioni. L'immagine che ne deriva suggerisce un flusso informativo monodirezionale: dalla pubblica amministrazione ai cittadini. La comunicazione pubblica si riferisce invece ad entrambi i soggetti del processo comunicativo:

  • le istituzioni, formalmente incaricate di amministrare i servizi per i cittadini;
  • i cittadini, destinatari dei servizi pubblici.

La comunicazione pubblica è un settore:

  • in continua evoluzione;
  • di confine tra saperi diversi (per esempio il diritto, il marketing, la sociologia, le nuove tecnologie).

Queste caratteristiche sono alla base dell'articolato dibattito sulla definizione di comunicazione pubblica, che può essere meglio compresa attraverso il confronto con altre e più familiari forme di comunicazione.

La comunicazione pubblica pubblicitaria

Una declinazione della comunicazione pubblica è la comunicazione pubblicitaria. Mentre la pubblicità è orientata al mercato e risulta legata ai particolari bisogni di specifici destinatari, la comunicazione pubblica tende a superare le attese particolaristiche dei singoli cittadini in favore di finalità più generali. I temi della comunicazione pubblica riguardano infatti il bene comune e si riferiscono a valori condivisi. Dal punto di vista del cittadino cambiano gli interlocutori: dalle imprese e i mass media del mercato, alla pubblica amministrazione e le istituzioni della sfera pubblica. La comunicazione non si improvvisa, ma si basa su esperienza e professionalità. La meccanica trasposizione delle tecniche pubblicitarie nel settore pubblico non crea comunicazione pubblica. Al contrario, passare da una relazione di tipo autoritario ad una basata sulla persuasione comporta un pericoloso effetto "boomerang": la pubblicità che maschera inadempienze crea false aspettative e si ritorce contro la stessa pubblica amministrazione. Pur restando ruoli, competenze e responsabilità diverse, la comunicazione pubblica si accompagna a un reale processo di coinvolgimento del cittadino.

Le tematiche di pubblica utilità

La comunicazione pubblica non è tuttavia riducibile ad una semplice attività promozionale ed educativa su determinati valori. Se da un lato le istituzioni competenti devono occuparsi dei problemi socialmente rilevanti, dall'altro devono tenere presente che gli argomenti di interesse sociale non esauriscono l'ampio spettro delle tematiche di pubblica utilità. Nel caso delle campagne di solidarietà sociale si può inoltre parlare di comunicazione sociale, promossa sia dalle istituzioni che da soggetti privati e organizzazioni no-profit. L'obiettivo di entrambi è sensibilizzare l'opinione pubblica, ma mentre nel caso della pubblica amministrazione è preferibile individuare temi poco controversi (per esempio la pericolosità della guida in stato di ebbrezza), le associazioni private promuovono i propri valori specifici, spesso controversi (per esempio l'aborto, il testamento biologico).

La comunicazione istituzionale

L'ultimo elemento di confronto per arrivare alla definizione di comunicazione pubblica riguarda la sfera politica. Mentre la comunicazione propriamente politica si rivolge ai cittadini nella veste di elettori, la comunicazione pubblica tende a considerare il cittadino nel doppio ruolo di interlocutore e utente del servizio pubblico. Di fatto non è possibile considerare la comunicazione delle istituzioni totalmente apolitica. Entrambe le forme di comunicazione hanno inoltre l'obiettivo dell'interesse generale, ma, come nel caso della comunicazione sociale, i temi della comunicazione pubblica non possono essere controversi. La Pubblica Amministrazione non comunica per persuadere i cittadini della validità legale delle scelte operate, ma per favorire la partecipazione al processo decisionale e alle opportunità offerte attraverso i servizi. Dalla comunicazione propagandistica e persuasiva si passa ad una comunicazione inclusiva e partecipativa.

La comunicazione pubblica e la partecipazione

La comunicazione pubblica mira infatti a stabilire relazioni:

  • interne (sia nello stesso ente, che fra istituzioni pubbliche diverse);
  • esterne (con il sistema dei mass media e i cittadini).

Una solida relazione si basa su partecipazione e fiducia reciproca, che la comunicazione pubblica aiuta a costruire grazie alla:

  • semplificazione normativa (dalla stesura alla pubblicizzazione delle leggi);
  • trasparenza delle attività istituzionali;
  • diffusione delle informazioni sui servizi al cittadino e di pubblica utilità;
  • promozione dell'immagine istituzionale;
  • sensibilizzazione su tematiche socialmente rilevanti;
  • modernizzazione degli apparati pubblici;
  • accesso ai canali di comunicazione con le amministrazioni.

La comunicazione pubblica permette quindi ad attori diversi, pubblici e privati, di entrare in relazione attraverso un processo continuo di partecipazione e scambio. È proprio l'attivazione di questo tipo di relazione fra Stato e cittadini che promuove la crescita civile e sociale del Paese.