Condizionalità

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Ai nostri fini, si intende per Condizionalità un insieme di requisiti il cui possesso da parte di un soggetto è necessario per accedere ai contenuti di una policy. Le condizionalità svolgono la funzione di assicurare la coerenza fra le caratteristiche/i comportamenti del beneficiario ed i fondamentali della politica ad esso rivolta.


IN GENERALE: IL PRINCIPIO DI CONDIZIONALITÀ NELLE POLITICHE PUBBLICHE

Il ricorso al principio di condizionalità caratterizza già dagli anni ‘50 le politiche di aggiustamento strutturale [1] rivolte dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale ai c.d. “Paesi in via di sviluppo”, costituendo il presupposto per l’accesso ai finanziamenti. Le condizionalità sono rivolte ad assicurare la coerenza dei comportamenti dei Paesi rispetto alle strategie delle istituzioni internazionali, potendo interessare aspetti economici (pareggio di bilancio, taglio della spesa, privatizzazioni), giuridici (libera concorrenza e regolazione del mercato interno) ed istituzionali (transizione alla democrazia, rispetto dei diritti dell’uomo).

In ambito europeo, già dal 1977, le politiche di cooperazione allo sviluppo sono condizionate al rispetto delle libertà fondamentali e dei diritti umani da parte dei soggetti beneficiari [2]. “A partire dal 1992 la CE include in tutti gli accordi conclusi con paesi terzi una clausola nella quale il rispetto dei diritti umani e la democrazia sono definiti "elementi essenziali" nelle relazioni dell'UE. [L’] approccio è stato ulteriormente sviluppato nell'accordo di Cotonou firmato con i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) nel giugno 2000, che si fonda sul rispetto dei diritti dell'uomo, dei principi democratici e dello stato di diritto e sulla sana gestione degli affari pubblici (good governance)[3].

Il concetto di condizionalità è inoltre centrale nel processo di adesione alla UE dei Paesi nuovi entranti, retto dai c.d. “criteri di Copenaghen”[4]. Un nuovo Stato membro deve ottemperare a tre criteri distinti:

  1. il criterio politico: la presenza di istituzioni stabili che garantiscano la democrazia, lo stato di diritto, i diritti dell'uomo, il rispetto delle minoranze e la loro tutela;
  2. il criterio economico: l'esistenza di un'economia di mercato affidabile e la capacità di far fronte alle forze del mercato e alla pressione concorrenziale all'interno dell'Unione;
  3. il criterio dell'“acquis comunitario”: l'attitudine necessaria per accettare gli obblighi derivanti dall'adesione e, segnatamente, gli obiettivi dell'unione politica, economica e monetaria.

Passando al mercato interno alla UE, la condizionalità rappresenta uno dei pilastri della Politica Agricola Comunitaria. Esso “incorpora nella PAC alcune norme fondamentali in materia di ambiente, cambiamenti climatici, buone condizioni agronomiche e ambientali del terreno, salute pubblica, salute animale, salute delle piante e benessere degli animali[5] Il rispetto delle condizionalità è condizione per la concessione dei sostegni economici ai produttori agricoli. In difetto, si ha l'attivazione di meccanismi di riduzione dell'insieme di pagamenti diretti a cui ciascun agricoltore avrebbe diritto. L’effettività del regime sanzionatorio è verificata da recenti provvedimenti di esclusione dai finanziamenti, che hanno interessato diversi Paesi UE [6].

Per quanto riguarda i fondi strutturali, il concetto di condizionalità è rintracciabile – in una interpretazione estensiva del termine – già nella programmazione 2000-2006, con riferimento al disimpegno automatico delle risorse impegnate ma non liquidate alla scadenza del secondo anno successivo a quello dell'impegno stesso [7] Si tratta di una condizionalità di tipo ex post, rivolta ad orientare, attraverso l’introduzione di un meccanismo sanzionatorio, il processo di programmazione/attuazione/controllo verso obiettivi di efficienza.

Le condizionalità strettamente intese entrano a pieno titolo nel campo dei fondi strutturali a partire dal processo di riforma della governance promosso dal c.d. “Rapporto Barca” [8], delle quali costituiscono uno dei 10 pilastri su cui si articola la proposta di lavoro. L’apporto dei Fondi è ricondotto ad un approccio place-based di tipo “contrattuale” fra Commissione e singoli Stati membri, riferito all’insieme delle risorse delle politiche di coesione, orientato ai risultati e focalizzato su poche priorità di investimento, accompagnate da un set di indicatori per la misura delle performance. Il rapporto propone una diversa logica di governance multilivello – verticale (fra Commissione e Stati/Regioni) ed orizzontale (fra istituzioni e verso gli stakeholder) – della quale le condizionalità sono parte essenziale, interessando i diversi livelli di governo.

Da un lato, si disegna un insieme di condizionalità ex ante, rivolte a garantire che gli Stati membri/le istituzioni beneficiarie locali dispongano di risorse normative ed organizzative tali da garantire piena adesione alla strategia della UE ed effettiva realizzabilità degli investimenti sostenuti dai Fondi. Gli attori sono dunque vincolati ad una analisi preventiva dello stato delle condizioni richieste e, in caso di non conformità, alla assunzione di obbligazioni rivolte al loro allineamento. Dall’altro lato, una quota di risorse è assegnata attraverso un meccanismo di natura premiale, a fronte del dimostrato raggiungimento di determinati obiettivi di programmazione. Secondo la proposta del “Rapporto Barca”, la condizionalità è definita attraverso un processo negoziale fra Commissione e Stati membri/Regioni, i cui esiti sono incorporati nel “contratto” alla base della assegnazione e dell’uso dei Fondi.

Il passaggio dalle diverse versioni preliminari di proposta di Regolamenti [9] al testo definitivo [10] vede una importante evoluzione del concetto di condizionalità, marcata da un “riequilibrio” del rapporto fra sovranità degli Stati membri e poteri della Commissione Europea. Se si confrontano a titolo di esempio le “Considerazioni preliminari” dei due testi [11], si osserva:

  1. la limitazione del concetto di condizionalità ex ante “alla priorità di un determinato programma solo qualora presenti un nesso diretto e concreto ed effetti diretti in relazione al raggiungimento efficace ed efficiente di un obiettivo specifico relativo a una priorità di investimento o una priorità dell'Unione, laddove non tutti gli obiettivi specifici sono necessariamente collegati a una condizionalità ex ante prevista dalle norme specifiche di ciascun fondo”;
  2. l’esplicito richiamo “del principio di proporzionalità con riguardo al livello del sostegno assegnato”;
  3. una maggiore esplicitazione dei confini della valutazione dell’assolvimento, con la previsione di “una serie concisa ed esaustiva di criteri oggettivi per la loro valutazione, per garantire che sussistano i prerequisiti necessari per un uso efficace ed efficiente del sostegno dell'Unione”;
  4. il passaggio della valutazione del rispetto delle condizionalità ex ante da parte della Commissione “nell'ambito della valutazione del contratto di partenariato e dei programmi” a quello primario “dello Stato membro nel contesto della elaborazione dei programmi e, se del caso, dell'accordo di partenariato”, la Commissione valutando successivamente “la consistenza e l'adeguatezza delle informazioni fornite dagli Stati membri”;
  5. il mantenimento del potere della Commissione di sospendere i pagamenti “nei casi in cui una condizionalità ex ante applicabile non venisse soddisfatta entro il termine fissato”, temperata però dalla riduzione dell’ambito alle “priorità pertinenti del programma, a precise condizioni prestabilite”.

Si osservi per inciso anche il generale passaggio dal riferimento del “contratto” alla dizione “accordo di partenariato”.

Nel paragrafo successivo ci si riferisce essenzialmente, per chiarezza e brevità, al solo testo definitivo, con eventuali brevi indicazioni sulle variazioni intercorse, ove le stesse dotate di un valore esegetico.

LE CONDIZIONALITÀ NELLA PROGRAMMAZIONE 2014-2020 DEI FONDI STRUTTURALI

Tipologie di condizionalità

Sulla base del Regolamento “disposizioni comuni“ si distinguono 3 tipologie di condizionalità.

1. Condizionalità connessa al coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri. La Commissione ha il potere di chiedere ad uno Stato membro di “rivedere e di proporre di modificare il suo contratto di partenariato ed i programmi rilevanti[12], a sostegno dell'attuazione di una raccomandazione del Consiglio destinata allo Stato membro, rivolta ad orientarne la politica economica in coerenza con gli indirizzi europei sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (ad esempio con riferimento al patto di stabilità ed agli impegni sulla riduzione del deficit di bilancio), o finalizzata a massimizzare l'impatto dei Fondi SIE sulla crescita e sulla competitività. Le richieste sono formulate dalla Commissione non prima del 2015 o dopo il 2019 e non possono riguardare i medesimi programmi in due anni consecutivi. La procedura di trasmissione della richiesta, predisposizione da parte dello Stato membro di una proposta di revisione dell’accordo di partenariato e sua successiva valutazione è abbastanza estesa nel tempo, soprattutto in rapporto alla versione originaria della proposta di Regolamento. Come ultima ratio, resta nel potere della Commissione la sospensione parziale o totale degli impegni o dei pagamenti.

2. Condizionalità ex ante applicabile. E’ definita come “un fattore critico concreto e predefinito con precisione, che rappresenta un pre- requisito per l'efficace ed efficiente raggiungimento di un obiettivo specifico relativo a una priorità d'investimento o a una priorità dell'Unione – al quale tale fattore è direttamente ed effettivamente collegato e sul quale ha un impatto diretto[13]. Nella versione definitiva del Regolamento, è compito degli Stati membri accertare “conformemente ai rispettivi quadri istituzionali e giuridici e nell'elaborare i programmi e, se del caso, nell'accordo di partenariato, che le condizionalità ex ante previste nelle rispettive norme specifiche di ciascun fondo e le condizionalità ex-ante generali [...] siano soddisfatte[14]. In sede di redazione dell’Accordo di partenariato, gli Stati esplicitano “una sintesi della valutazione dell'adempimento delle condizionalità ex ante applicabili” e, ove esse non siano ottemperate, “le azioni da adottare, degli organismi responsabili e delle tempistiche di attuazione di tali azioni[15]. Gli Stati membri “adempiono a tali condizionalità ex ante entro il 31 dicembre 2016 e riferiscono in merito al loro adempimento al più tardi nella relazione annuale di attuazione, nel 2017[16]. La Commissione “valuta la coerenza e l'adeguatezza delle informazioni fornite dallo Stato membro sull'applicabilità delle condizionalità ex ante e sull'adempimento di dette condizionalità nell'ambito della sua valutazione dei programmi e, se del caso, dell'accordo di partenariato[17]. In caso di differente interpretazione, l’onere della prova circa applicabilità o adempimento della condizionalità è a carico della Commissione, che mantiene poteri di controllo e di sanzione relativamente al reale adempimento degli obblighi assunti, nell’ambito dell’attuazione della programmazione.

A loro volta, le condizionalità ex ante sono articolate in due gruppi, relativi rispettivamente ai singoli obiettivi tematici ed ad un insieme di aree di natura trasversale. [18] Il confronto fra testo definitivo e proposte di Regolamento evidenzia in particolare una forte attenzione alla definizione dei confini fra potestà degli Stati membri ed azione della Commissione, espresso da una maggior “generalità” dei requisiti richiesti.


Condizionalità ex ante relative agli obiettivi tematici

OBIETTIVO TEMATICO SINTESI DELLE CONDIZIONALITÀ
1. Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione 1.1. Ricerca e innovazione: esistenza di una strategia di specializzazione intelligente nazionale o regionale in linea con il programma di riforma nazionale che esercita un effetto leva sulla spesa privata in ricerca e innovazione [...]

1.2 Infrastruttura per la ricerca e l'innovazione. Esistenza di un piano pluriennale per la programmazione di bilancio e la definizione delle priorità di investimento.

2. Migliorare l'accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, nonché l'impiego e la qualità delle medesime 2.1. Crescita digitale: un quadro politico strategico dedicato alla crescita digitale, per stimolare servizi privati e pubblici accessibili, di buona qualità e interoperabili consentiti dalle TIC e aumentarne la diffusione tra cittadini, compresi i gruppi vulnerabili, imprese e pubbliche amministrazioni, anche con iniziative transfrontaliere.

2.2. Infrastruttura di reti di accesso di nuova generazione (NGN): esistenza di piani nazionali o regionali per reti NGN che tengano conto delle azioni regionali [...]

3. Promuovere la competitività delle piccole e medie imprese 3.1. Realizzazione di azioni specifiche per sostenere la promozione dell'imprenditorialità tenendo conto dello Small Business Act (SBA).
4. Sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori 4.1. Realizzazione di azioni volte a promuovere il miglioramento efficace in termini di costi dell'efficienza negli usi finali dell'energia e investimenti efficaci in termini di costi nell'efficienza energetica in sede di costruzione o di ristrutturazione degli edifici.

4.2. Realizzazione di azioni volte a promuovere la cogenerazione di calore ed energia ad alto rendimento. 4.3. Realizzazione di azioni volte a promuovere la produzione e la distribuzione di fonti di energia rinnovabili

5. Promuovere l'adattamento al cambiamento climatico e la prevenzione dei rischi 5.1. Prevenzione e gestione dei rischi: esistenza di valutazioni nazionali o regionali dei rischi ai fini della gestione delle catastrofi, che tengono conto dell'adattamento al cambiamento climatico.
6. Tutelare l'ambiente e promuovere l'uso sostenibile delle risorse 6.1. Settore delle risorse idriche: esistenza di a) una politica dei prezzi dell'acqua che preveda adeguati incentivi per gli utilizzatori a usare le risorse idriche in modo efficiente e b) un adeguato contributo al recupero dei costi dei servizi idrici a carico dei vari settori di impiego dell'acqua [...]

6.2. Settore dei rifiuti: promuovere investimenti economicamente ed ecologicamente sostenibili nel settore dei rifiuti, in particolare, attraverso la definizione di piani di gestione dei rifiuti conformi alla direttiva 2008/98/CE ai rifiuti e alla gerarchia dei rifiuti.

7. Promuovere sistemi di trasporto sostenibili ed eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di rete 7.1. Trasporti: esistenza di uno o più piani o quadri generali per gli investimenti in materia di trasporti conformemente all'assetto istituzionale degli Stati membri (compreso il trasporto pubblico a livello regionale e locale) che sostiene lo sviluppo dell'infrastruttura e migliora l'accessibilità alla rete globale e alla rete centrale RTE-T.

7.2. Ferrovie: l'esistenza nell'ambito di uno o più piani o quadri generali dei trasporti di una sezione specifica dedicata allo sviluppo delle ferrovie conformemente all'assetto istituzionale degli Stati membri (compreso il trasporto pubblico a livello regionale e locale) che sostiene lo sviluppo dell'infrastruttura e migliora l'accessibilità alla rete globale e alla rete centrale RTE-T [...]

7.3. Altri modi di trasporto, tra cui la navigazione interna e il trasporto marittimo, i porti, i collegamenti multimodali e le infrastrutture aeroportuali: l'esistenza all'interno uno o più piani o quadri generali dei trasporti di una sezione specifica sulla navigazione interna e sul trasporto marittimo, sui porti, i collegamenti multimodali e le infrastrutture aeroportuali, che contribuiscono a migliorare la connettività della rete l'accessibilità alla rete globale e centrale RTE-T e di promuovere una mobilità regionale e locale sostenibile.

7.4 Sviluppo di sistemi intelligenti di distribuzione, stoccaggio e trasmissione dell'energia. Esistenza di piani generali per investimenti nell'ambito delle infrastrutture di sistemi intelligenti per l'energia e di misure normative, che contribuiscono a migliorare l'efficienza energetica e la sicurezza dell'approvvigionamento.

8. Promuovere un'occupazione sostenibile e di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori 8.1. Definizione e attuazione di politiche attive per il mercato del lavoro alla luce degli orientamenti in materia di occupazione.

8.2. Lavoro autonomo, imprenditorialità e creazione di imprese: esistenza di un quadro politico strategico per il sostegno alle nuove imprese.

8.3. Modernizzazione e rafforzamento delle istituzioni del mercato del lavoro alla luce degli orientamenti in materia di occupazione; riforme delle istituzioni del mercato del lavoro precedute da un chiaro quadro strategico e da una valutazione ex ante che comprenda la dimensione di genere.

8.4. Invecchiamento attivo e in buona salute: definizione di politiche per l'invecchiamento attivo alla luce degli orientamenti in materia di occupazione.

8.5. Adattamento di lavoratori, imprese e imprenditori al cambiamento: esistenza di politiche mirate a favorire l'anticipazione e la gestione efficace del cambiamento e della ristrutturazione.

8.6. Esistenza di un quadro d'azione strategica per la promozione dell'occupazione giovanile, anche attraverso l'attuazione della garanzia per i giovani. Questa condizionalità ex ante si applica solamente all'attuazione dell'IOG.

9. Promuovere l'inclusione sociale, combattere la povertà e ogni discriminazione 9.1. Esistenza e attuazione di un quadro politico strategico nazionale per la riduzione della povertà ai fini dell'inclusione attiva delle persone escluse dal mercato del lavoro alla luce degli orientamenti in materia di occupazione.

9.2. Esistenza di un quadro politico strategico nazionale per l'inclusione dei Rom.

9.3. Sanità: esistenza di un quadro politico strategico nazionale o regionale per la sanità nei limiti previsti dall'articolo 168 TFUE che garantisca la sostenibilità economica.

10. investire nell'istruzione, nella formazione e nella formazione professionale per le competenze e l'apprendimento permanente 10.1. Abbandono scolastico: esistenza di un quadro politico strategico inteso a ridurre l'abbandono scolastico (ESL) nei limiti previsti dall'articolo 165 del TFUE.

10.2. Istruzione superiore: esistenza di un quadro politico strategico nazionale o regionale per aumentare il numero di studenti che conseguono un diploma di istruzione terziaria e per innalzare la qualità e l'efficienza dell'istruzione terziaria nei limiti previsti dall'articolo 165 TFUE.

10.3. Apprendimento permanente: esistenza di un quadro politico strategico nazionale e/o regionale per l'apprendimento permanente nei limiti previsti dall'articolo 165 TFUE.

10.4. Esistenza di un quadro politico strategico nazionale o regionale per innalzare la qualità e l'efficienza dei sistemi di istruzione e formazione professionale nei limiti previsti dall'articolo 165 del TFUE.

11. Rafforzare la capacità istituzionale delle autorità pubbliche e delle parti interessate e un'amministrazione pubblica efficiente 11.1 Esistenza di un quadro politico strategico inteso a rafforzare l'efficienza amministrativa dello Stato membro, compresa una riforma dell'amministrazione pubblica.


Condizionalità ex ante di natura trasversale

AREA SINTESI DELLE CONDIZIONALITÀ
Antidiscriminazione Esistenza della capacità amministrativa per l'attuazione e l'applicazione del diritto e della politica dell'Unione in materia di antidiscriminazione nel campo dei fondi SIE.
Parità di genere Esistenza della capacità amministrativa per l'attuazione e l'applicazione del diritto e della politica dell'Unione in materia di parità di genere nel campo dei fondi SIE.
Disabilità Esistenza della capacità amministrativa per l'attuazione e l'applicazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD) nel campo dei fondi SIE conformemente alla decisione 2010/48/EC del Consiglio
Appalti pubblici Esistenza di dispositivi che garantiscano l'applicazione efficace del diritto dell'Unione in materia di appalti pubblici nel campo dei fondi SIE.
Aiuti di Stato Esistenza di dispositivi che garantiscano l'applicazione efficace del diritto dell'Unione in materia di aiuti di Stato nel campo dei fondi SIE.
Normativa ambientale connessa alla valutazione dell'impatto ambientale (VIA) e alla valutazione ambientale strategica (VAS) Esistenza di dispositivi che garantiscano l'applicazione efficace della normativa dell'Unione in materia ambientale connessa alla VIA e alla VAS.
Sistemi statistici e indicatori di risultato Esistenza di una base statistica necessaria per effettuare valutazioni in merito all'efficacia e all'impatto dei programmi.

Esistenza di un sistema di indicatori di risultato necessario per selezionare le azioni che contribuiscono più efficacemente al conseguimento dei risultati auspicati, per monitorare i progressi verso i risultati e per svolgere la valutazione d'impatto.

Anche il Regolamento relativo al FEASR [19] prevede all’Allegato V un insieme di condizionalità ex ante per lo sviluppo rurale collegate alle relative priorità, parte delle quali comuni a quanto visto per FESR e FSE, parte specifiche delle tematiche proprie.

3. Condizionalità ex post Sotto questa dizione possono essere ricompresi i meccanismi relativi alla riserva di efficacia dell’attuazione (già riserva di performance)[20] e la regola del disimpegno automatico [21], quest'ultima analoga nella sostanza a quanto già in essere nella precedente programmazione. In tema di riserva, la Commissione, in cooperazione con gli Stati membri, effettuerà nel 2019 una verifica dell'efficacia dell’attuazione dei programmi, adottando una decisione che stabilirà per ciascun fondo SIE i programmi e le priorità per i quali sono stati conseguiti i target intermedi, ai quali è destinata la riserva di efficacia. A contrario, qualora la verifica dimostri che “vi è stata una grave carenza nel conseguire i target intermedi di detta priorità inerenti esclusivamente a indicatori finanziari e di output, nonché alle fasi di attuazione principali stabilite nel quadro di riferimento dell'efficacia dell'attuazione”, la Commissione può sospendere del tutto o in parte un pagamento intermedio relativo a una priorità di un programma. secondo la procedura di cui alle norme specifiche di ciascun Fondo. Il ricorso a tale possibilità è peraltro vincolato da un insieme di norme “garantiste” nei confronti degli Stati membri.

Le condizionalità nel processo di programmazione

Le condizionalità ex ante sono oggetto di specifica attenzione in sede di programmazione:

  1. l’accordo di partenariato, per ogni condizionalità ex ante, richiede “una sintesi della valutazione dell'adempimento delle condizionalità ex ante applicabili [...] e, ove le condizionalità ex ante applicabili non siano ottemperate, delle azioni da adottare, degli organismi responsabili e delle tempistiche di attuazione di tali azioni[22];
  2. a loro volta, i singoli programmi operativi devono contenere “per ogni condizionalità ex ante [...] applicabile al programma operativo, una valutazione dell'ottemperanza alle condizionalità ex ante alla data della presentazione dell'accordo di partenariato e del programma operativo e, qualora le condizionalità ex ante non siano ottemperate, una descrizione delle azioni per l'adempimento della condizionalità in questione, gli organismi responsabili e un calendario per tali azioni conformemente alla sintesi presentata nell'accordo di partenariato[23]


Le condizionalità nel processo di attuazione

Le azioni dei singoli programmi operativi relative all'adempimento di condizionalità ex ante sono oggetto di relazione annuale trasmessa dallo Stato membro alla Commissione, a partire dal 2016 e fino al 2023 compreso [24]. Anche i Comitati di Sorveglianza dei singoli programmi operativi prendono in esame lo stato di avanzamento delle azioni volte a soddisfare le condizionalità ex ante applicabili [25]. La Commissione può decidere di sospendere del tutto o in parte i pagamenti intermedi “a favore della pertinente priorità del programma in attesa che siano completate in maniera soddisfacente le azioni” volte a soddisfare la condizionalità, secondo un approccio di proporzionalità, che tenga conto “delle azioni da intraprendere e dei fondi a rischio[26]. Sono inoltre previste alcune norme di salvaguardia e di ripristino della regolarità dei pagamenti. Specifiche e più complesse norme sono previste in caso di non soddisfacimento della condizionalità macroeconomica, come già precedentemente introdotto.


Valutazione del rispetto delle condizionalità

Per quanto attiene alle condizionalità ex ante, si dispone al presente di una bozza avanzata di linee guida di assessment [27], relativa alle diverse fasi previste dal Regolamento: i) l’autovalutazione da parte dello Stato membro; ii) la valutazione condotta dalla Commissione; iii) l’eventuale risoluzione del disaccordo e iv) l’assessment della Commissione in caso di inadempienze che diano pregiudizio significativo alla programmazione, rilevanti anche ai fini della sospensione dei pagamenti.

NOTE

  1. Vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Aggiustamento_strutturale
  2. Vedi http://documenti.camera.it/leg16/dossier/testi/Ri087.htm#_Toc305669219
  3. Commissione delle Comunità Europee, Comunicazione della commissione al consiglio e al parlamento europeo. il ruolo dell'unione europea nella promozione dei diritti umani e della democratizzazione nei paesi terzi, Bruxelles, 8.5.2001 COM(2001) 252 def.
  4. Vedi http://europa.eu/legislation_summaries/glossary/accession_criteria_copenhague_it.htm
  5. Regolamento (UE) N. 1306/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della politica agricola comune e che abroga i regolamenti del Consiglio (CEE) n. 352/78, (CE) n. 165/94, (CE) n. 2799/98, (CE) n. 814/2000, (CE) n. 1290/2005 e (CE) n. 485/2008. Punto 54 delle Considerazioni in premessa.
  6. Decisione di esecuzione della Commissione del 26 febbraio 2013 recante esclusione dal finanziamento dell’Unione europea di alcune spese sostenute dagli Stati membri nell’ambito del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG), del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)
  7. Regolamento n. 1260/1999 del 21 giugno 1999 recante disposizioni generali sui Fondi strutturali, art. 31.
  8. Barca F. (2009), An Agenda for a Reformed Cohesion Policy. A place-based approach to meeting European Union challenges and expectations, Independent Report prepared at the request of Danuta Hübner, Commissioner for Regional Policy, working document
  9. La più recente delle quali è “Proposta modificata di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca compresi nel quadro strategico comune e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio, Bruxelles, 11.9.2012, COM(2012) 496 final.”
  10. Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio.
  11. rispettivamente i punti 17 e 21 delle due versioni del testo.
  12. Regolamento (UE) n. 1303/2013, art. 23, comma 1. E’ interessante osservare il permanere della dizione “contratto”, laddove tutto il Regolamento ricorre, nel testo italiano, al termine “accordo”. Probabilmente una svista di traduzione.
  13. Regolamento (UE) n. 1303/2013, art. 2, punto 33.
  14. Regolamento (UE) n. 1303/2013, art. 19, comma 1.
  15. Regolamento (UE) n. 1303/2013, art. 15, comma 1, lettera b-III.
  16. Regolamento (UE) n. 1303/2013, art. 15, comma 2.
  17. Regolamento (UE) n. 1303/2013, art. 15, comma 3.
  18. Regolamento (UE) n. 1303/2013, Allegato XI.
  19. Regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che abroga il regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio.
  20. Regolamento (UE) n. 1303/2013, artt. 20, 21 e 22
  21. Regolamento (UE) n. 1303/2013, artt. 86, 87, 88 e 136
  22. Regolamento (UE) n. 1303/2013, art. 15, comma 1
  23. Regolamento (UE) n. 1303/2013, art. 96, , comma 6, lettera b.
  24. Regolamento (UE) n. 1303/2013, art. 50.
  25. Regolamento (UE) n. 1303/2013, art. 110.
  26. Regolamento (UE) n. 1303/2013, art. 15, comma 5.
  27. European Commission. Directorate General Regional and Urban Policy. Guidance on Ex Ante Conditionalities for the European Structural and Investment Funds (ESI), draft 24 July 2013