Europa 2020

Da WikiPA.

Europa 2020[1] è la strategia presentata nel 2010 dalla Commissione europea per far fronte al rallentamento della crescita, a livelli di produttività inferiori rispetto ad altri paesi industrializzati e in risposta al rapido deterioramento del contesto economico e sociale a seguito di una delle più gravi crisi finanziarie ed economiche mai conosciuta dall’Unione[2]. La strategia Europa 2020 è stata adottata in occasione del Consiglio europeo dei Capi di Stato e di Governo del 17 giugno 2010, e rappresenta la prosecuzione ed il rafforzamento della Strategia di Lisbona. Europa 2020 non mira soltanto a superare la crisi, ma vuole anche colmare le lacune del modello europeo di crescita e creare le condizioni per una crescita più intelligente, sostenibile e solidale[3]

L’articolazione di Europa 2020

Concepita sotto forma di partenariato tra l’Unione e gli Stati membri, la strategia prevede un sistema specifico per la sua realizzazione, individuando una serie di obiettivi, incentrati sulle priorità della crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Agli obiettivi sono state poi collegate alcune iniziative faro, con programmi di lavoro specifici in settori individuati quali importanti leve della crescita.

Le tre priorità

Nell'ambito della strategia la Commissione individua tre priorità[4]

  1. crescita intelligente, diretta a sviluppare un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione;
  2. crescita sostenibile, basata su un’economia più verde, più efficiente nella gestione delle risorse e più competitiva;
  3. crescita inclusiva, volta a promuovere l’occupazione e la coesione sociale e territoriale.

Nelle intenzioni della Commissione, queste tre priorità, che si rafforzano a vicenda, sono volte a delineare un quadro dell'economia di mercato sociale europea per il XXI secolo[5].

I cinque obiettivi

Per misurare i progressi compiuti nel conseguire gli obiettivi della strategia Europa 2020, sono stati convenuti 5 obiettivi quantitativi per l'intera Unione europea:

  1. Il 75% delle persone di età tra i 22 e i 64 anni deve avere un lavoro;
  2. Il 3% del PIL dell’UE deve essere investito in Ricerca e Sviluppo;
  3. Le emissioni di gas serra devono essere ridotte del 20% (o del 30% se le condizioni lo permettono) rispetto al 1990; il 20% del fabbisogno energetico deve essere ricavato da fonti rinnovabili; l’efficienza energetica deve essere incrementata del 20%;
  4. Il tasso di abbandono scolastico deve essere inferiore al 10% e il numero dei laureati deve raggiungere almeno il 40% dei giovani;
  5. 20 milioni di persone in meno devono essere a rischio povertà.

Gli obiettivi sono stati poi declinati per ciascun paese[6]

Le sette iniziative faro

La Commissione ha individuato, inoltre, sette “iniziative faro” che tracciano un quadro entro il quale l'UE e i governi nazionali sostengono reciprocamente i loro sforzi per realizzare le priorità di Europa 2020 e catalizzare i progressi relativi a ciascun tema prioritario:

  1. L’Unione dell’innovazione” per migliorare le condizioni generali e l’accesso ai finanziamenti per la ricerca e l’innovazione, facendo in modo che le idee innovative si trasformino in nuovi prodotti e servizi tali da stimolare la crescita e l’innovazione;
  2. Youth on the move” per migliorare l’efficienza dei sistemi di insegnamento e agevolare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro;
  3. Un’agenda europea del digitale” per accelerare la diffusione dell’internet ad alta velocità e sfruttare i vantaggi di un mercato unico del digitale per famiglie e imprese;
  4. Un’Europa efficiente sotto il profilo delle risorse” per contribuire a scindere la crescita economica dall’uso delle risorse, favorire il passaggio a un’economia a basse emissioni di carbonio, incrementare l’uso delle fonti di energia rinnovabile, modernizzare il nostro settore dei trasporti;
  5. Una politica industriale per l’era della globalizzazione” onde migliorare il clima imprenditoriale, specialmente per le PMI, e favorire lo sviluppo di una base industriale solida e sostenibile in grado di competere su scala mondiale;
  6. Un’agenda per nuove competenze e nuovi posti di lavoro” onde modernizzare i mercati occupazionali e consentire alle persone di migliorare le proprie competenze in tutto l’arco della vita al fine di aumentare la partecipazione al mercato del lavoro e di conciliare meglio l’offerta e la domanda di manodopera, anche tramite la mobilità dei lavoratori;
  7. La “Piattaforma europea contro la povertà” per garantire coesione sociale e territoriale in modo tale che i benefici della crescita e i posti di lavoro siano equamente distribuiti e che le persone vittime di povertà e esclusione sociale possano vivere in condizione dignitose e partecipare attivamente alla società.

La Governance economica: il semestre europeo

Europa 2020 si è dotato anche di un meccanismo di governance che rende effettiva l'implementazione della strategia. Tutti gli Stati membri si sono impegnati a realizzare gli obiettivi di Europa 2020 e li hanno tradotti in obiettivi e in politiche di stimolo della crescita a livello nazionale.

Il meccanismo di coordinamento è basato sul ciclo annuale di coordinamento delle politiche economiche detto semestre europeo. Ogni anno la Commissione analizza i programmi di riforme strutturali ed economiche di ciascun paese dell'UE e rivolge loro delle raccomandazioni per i successivi 12-18 mesi.

Le fasi del semestre europeo

Il semestre europeo inizia con l'adozione da parte della Commissione, di solito verso la fine dell'anno, dell'analisi annuale della crescita, che definisce le priorità per l'anno successivo in materia di promozione della crescita e dell'occupazione[7].

A marzo, sulla base dell'analisi annuale della crescita, i capi di Stato e di governo definiscono gli orientamenti dell'UE per le politiche nazionali. Partendo dalla stessa analisi, nel vertice di primavera il Consiglio europeo fa il punto su:

  • la situazione macroeconomica generale
  • i progressi registrati per conseguire i 5 obiettivi quantitativi dell'UE
  • i passi avanti compiuti nell'ambito delle iniziative prioritarie della strategia.
  • Elabora inoltre orientamenti strategici su aspetti macroeconomici, di bilancio e riguardanti le riforme strutturali e le misure di stimolo alla crescita, nonché sulle relative interconnessioni.

Ad aprile gli Stati membri presentano i loro piani per il risanamento delle finanze pubbliche (programmi di stabilità o convergenza) e le riforme e misure che intendono adottare per conseguire una crescita intelligente, sostenibile e solidale (programmi nazionali di riforma).

A maggio/giugno la Commissione valuta questi programmi e rivolge a ciascun paese una serie di raccomandazioni. Il Consiglio discute e il Consiglio europeo approva tali raccomandazioni. Ciò significa che le indicazioni strategiche vengono fornite agli Stati membri prima che inizino ad ultimare i loro bilanci preventivi per l'anno successivo.

Infine, alla fine di giugno o all'inizio di luglio il Consiglio adotta formalmente le raccomandazioni rivolte ai singoli paesi europei.

Ai paesi che vi non danno seguito entro i tempi stabiliti possono essere rivolti degli avvertimenti. In caso di squilibri macroeconomici e di bilancio eccessivi, entra in gioco un sistema di incentivi e sanzioni.

Nel Consiglio dell'UE si tengono regolarmente riunioni ministeriali su temi specifici che sono indispensabili per esaminare, tra pari, i progressi compiuti per conseguire gli obiettivi quantitativi dell'UE e realizzare le iniziative prioritarie della strategia Europa 2020.

Per attuare le necessarie politiche e garantire una vasta partecipazione, viene mantenuta una stretta collaborazione con il Parlamento europeo e gli organi consultivi dell'UE (Comitato delle regioni, Comitato economico e sociale europeo) con il pieno coinvolgimento dei parlamenti nazionali, delle parti sociali, delle regioni e di altre parti interessate.

Bilancio della strategia Europa 2020

Nel marzo del 2014, la Commissione ha avviato[8], una riflessione sulla strategia Europa 2020. La premessa della riflessione è che, nel 2010, quando è stata varata la strategia Europa 2020, la portata e la durata della crisi erano ancora in gran parte ignote. I diversi scenari per il decennio successivo ipotizzati in quel momento andavano da un ritorno a una crescita «forte» a una ripresa «fiacca» o al rischio di un «decennio andato in fumo». Molto sarebbe dipeso dalla capacità dell’UE di uscire rapidamente e ancora più forte dalla recessione del 2009. Quattro anni dopo è oramai chiaro che la probabile traiettoria di crescita dell’UE nel periodo 2010–2020 è più vicina allo scenario della ripresa «fiacca» (circa 1,3% su base annua).

La consultazione pubblica

La Commissione non ha ritenuto opportuno trarre conclusioni o formulare raccomandazioni politiche esclusivamente in base alla propria analisi dello stato di avanzamento della strategia Europa 2020. Alla luce dei profondi cambiamenti che la crisi ha indotto nell’Unione, negli Stati membri, nelle città e nelle regioni, la Commissione ha giudicato opportuno consultare le parti interessate di tutta l’UE sulle lezioni da trarre e sui principali fattori che dovrebbero definire le prossime fasi della strategia di crescita dell’UE all’indomani della crisi. La Commissione ha avviato una consultazione pubblica, aperta dal 5 maggio al 31 ottobre 2014, con la quale invita tutti gli interessati a contribuire al riesame di Europa 2020[9]. In esito alla consultazione, nei primi mesi del 2015 la Commissione formulerà una proposta sul seguito della strategia.

Note

  1. Comunicazione della Commissione COM(2010) 2020 definitivo Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva
  2. Comunicazione della Commissione Bilancio della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva
  3. Nel documento di base si legge a chiare lettere che «la [...] priorità a breve termine è superare con successo la crisi», ma che «per conseguire un futuro sostenibile» l’Europa deve «sin d’ora guardare oltre il breve termine» e «ovviare alle proprie carenze strutturali». L’ambizione è «uscire più forti dalla crisi e [...] trasformare l’UE in un’economia intelligente, sostenibile e inclusiva caratterizzata da alti livelli di occupazione, produttività e coesione sociale.». Comunicazione della Commissione Bilancio della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva
  4. I temi sono stati oggetti anche di una consultazione pubblica svolta dalla Commissione. Per maggiori informazioni sui pareri espressi durante la consultazione vedi: http://ec.europa.eu/eu2020/index_en.htm
  5. Comunicazione della Commissione, pag. 12 (cit.)
  6. I target nazionali sono disponibili in questo documento
  7. Passiamo all'azione: il semestre europeo.
  8. http://ec.europa.eu/europe2020/pdf/europe2020stocktaking_it.pdf COM(2014) 130 final
  9. La pagina dedicata alla consultazione è http://ec.europa.eu/europe2020/public-consultation/index_it.htm]