Interoperabilità

Da WikiPA.

Interoperabilità è in ambito informatico, la capacità di un sistema o di un prodotto informatico di cooperare e di scambiare informazioni o servizi con altri sistemi o prodotti in maniera più o meno completa e priva di errori, con affidabilità e con ottimizzazione delle risorse. Obiettivo dell'interoperabilità è dunque facilitare l'interazione fra sistemi differenti, nonché lo scambio e il riutilizzo delle informazioni anche fra sistemi informativi non omogenei (sia per software che per hardware). Il termine interoperabilità è utilizzato in ambito tecnologico per indicare un elevato grado di sinergia di sistemi diversi col fine di offrire servizi o funzionalità nuove. È direttamente legato alla ormai consolidata tendenza di far convergere su alcune tecnologie evolute una vasta gamma di servizi


L’evoluzione dell’eGovernment

Il rapporto tra nuove tecnologie e cittadini è al centro dell’attenzione delle politiche pubbliche di eGovernment ormai da molti anni. Ma il nuovo concetto di eGovernment, che passa sicuramente attraverso il processo di informatizzazione della PA , necessita di una evoluzione che consenta di trattare, con sistemi digitali, il patrimonio informativo e di gestire i procedimenti provenienti da più enti erogandoli da più canali alternativi. Questo perché molti servizi rivolti ai cittadini ed alle imprese richiedono processi interistituzionali, che coinvolgono più enti . Per poter costruire una società realmente digitale occorre un'effettiva interoperabilità tra i prodotti e i servizi delle tecnologie dell'informazione. Internet è l'esempio migliore della potenza dell'interoperabilità tecnica: grazie alla sua architettura aperta, miliardi di persone in tutto il mondo possono utilizzare dispositivi e applicazioni interoperabili. Ma per cogliere appieno i vantaggi della diffusione delle TIC occorre aumentare ulteriormente l'interoperabilità di dispositivi, applicazioni, banche dati, servizi e reti. Le attuali tecnologie consentono di far interagire i sistemi informativi sulla base di richieste generate, ad esempio, da un cittadino presso uno sportello o presso un terminale dalla propria abitazione, fornendo una risposta integrata come se il processo appartenesse ad una sola amministrazione pubblica. L’evoluzione dell’eGovernment è quindi inserita in un più ampio processo di cambiamento ed innovazione della PA . Oggi le Amministrazioni pubbliche erogano servizi a cittadini ed imprese, attraverso differenti sistemi di Front-Office, impiegando prevalentemente tre modalità: • Sportelli fisici • Servizi attraverso siti web • Servizi di call center

Il limite di questi sistemi è che forniscono, generalmente, servizi inerenti il solo ente di appartenenza invece di concentrarsi sulle modalità che aggreghino e rendano interoperabili i servizi rendendo indifferenti i luoghi di distribuzione. Per esempio nei servizi di eGov deve essere possibile accedere alle banche dati e servizi on line indifferentemente da: 1. siti web pubblici 2. sportelli unici on line 3. canali distributivi alternativi

Interoperabilità della PA

Un'esigenza sempre più sentita da parte dei cittadini e delle imprese è che la Pubblica Amministrazione si presenti come un interlocutore unico supportato da uno “sportello virtuale” in grado di fornire risposte a prescindere dalle competenze e dalle articolazioni amministrative e territoriali (livello europeo, stato centrale, regioni ed enti locali). Questo equilibrio istituzionale ed amministrativo è possibile solo investendo nel concetto di interoperabilità dei servizi di eGov ed aumentando quelli che vengono definiti servizi on line A2A (administration to administration), ossia servizi digitali che gli enti pubblici mettono a disposizione per altri enti pubblici. La Commissione Europea ha pubblicato all'inizio di luglio 2003 , un documento di lavoro sull'e-Government, specificatamente dedicato all'interoperabilità a livello europeo dei sistemi informativi e dei servizi. L'integrazione Europea passa per l'integrazione dei servizi delle Pubbliche Amministrazioni, che si può ottenere operando per garantire tre livelli di interoperabilità: • interoperabilità tecnica, che consente ai sistemi informativi delle Pubbliche Amministrazioni dei vari paesi di scambiarsi dati e servizi, attraverso interfacce, formati e protocolli standard. • interoperabilità semantica, che consente di attribuire il medesimo significato alle informazioni scambiate automaticamente fra i sistemi informativi cooperanti • interoperabilità organizzativa, che consente di attribuire ruoli, doveri e responsabilità precise ad ogni organizzazione coinvolta in processi condivisi.

Si può, inoltre, distinguere tra:

  • Interoperabilità di base. Insieme dei servizi per la realizzazione, gestione ed evoluzione di strumenti per lo scambio di documenti informatici fra le pubbliche amministrazioni e tra queste e i cittadini.
  • Interoperabilità evoluta - Insieme dei servizi idonei a favorire la circolazione, lo scambio di dati e informazioni, e l'erogazione fra le pubbliche amministrazioni e tra queste e i cittadini.

Per attivare meccanismi che portino l’interoperabilità al centro dell’attenzione delle Pubbliche Amministrazioni è quindi fondamentale mettere insieme persone, organizzazioni e informazioni seguendo un framework che definisce modalità sostenibili di cooperazione.

SPC - Sistema pubblico di connettività

Per rispondere a questa esigenza di integrazione ed interoperabilità dei sistemi informativi pubblici, in Italia il Cnipa, oggi DigitPA , ha realizzato il Sistema pubblico di connettività (SPC), definito dal Codice dell’amministrazione digitale come l’insieme di infrastrutture tecnologiche e di regole tecniche, per lo sviluppo, la condivisione, l’integrazione e la diffusione del patrimonio informatico e dei dati della Pubblica Amministrazione, necessarie per assicurare l’interoperabilità di base ed evoluta e la cooperazione applicativa dei sistemi informatici e dei flussi informativi. Si tratta di una visione che supera la precedente concezione della Rete unitaria della pubblica amministrazione (Rupa), operativa da tempo e orientata prevalentemente ai servizi di connettività delle amministrazioni centrali. Le due componenti dell’SPC sono: • SPConn. Sistema pubblico di connettività . Includono i servizi di trasporto ed i servizi di interoperabilità di base. Consentono la trasmissione di dati, immagini e fonia (voce), ovvero di documenti digitali nell'ambito di una stessa Amministrazione (ambito Intranet), tra diverse Amministrazioni (ambito Infranet), tra singole Amministrazioni ed utenti esterni ad esse (ambito Internet); • SPCoop. Sistema pubblico di cooperazione. Includono i servizi di interoperabilità evoluta e cooperazione applicativa per le amministrazioni ed i servizi infrastrutturali di cooperazione applicativa. I servizi di interoperabilità evoluta consentono la comunicazione a livello applicativo tra le amministrazioni e con il mondo esterno e comprendono servizi di messaggistica, videoconferenza e sviluppo di servizi web accessibili in modalità multicanale.


Servizi di Connettività

I servizi di connettività ed interoperabilità dell’SPC sono destinati alle PA centrali ed agli enti pubblici che ne fanno richiesta e sono garantiti da contratti quadro stipulati da DigitPA, l’ex CNIPA, con gli aggiudicatari delle gare pubbliche. I fornitori offrono servizi per esempio per : • la connettività IP e l’accesso sicuro ad internet; • i servizi chiavi in mano di VoIP comprensivi della stazione di lavoro; • servizi evoluti di sicurezza informatica; • applicazioni su palmari o su personal computer collegati in GPRS/UMTS o in Wi-Fi. • servizi di gestione di siti web (realizzazione, supporto alla gestione dei contenuti, hosting, realizzazione di interfaccia web ad applicazioni); • servizi di conduzione sistemi intesi come gestione dei posti di lavoro, WAN e LAN Management e system management. • servizi posta elettronica esclusiva e certificata, videocomunicazione, e funzioni di archiving e unified messaging; • servizi di sicurezza applicativa e identificazione, autenticazione e autorizzazione; • servizi di supporto alla cooperazione applicativa intesi come porta di dominio, realizzazione di web service, specifiche di accordi di servizio.

I servizi sono forniti sulla base di un listino prezzi comune ai quattro operatori.

Come funziona la cooperazione applicativa

La cooperazione applicativa è un insieme di standard tecnici ed organizzativi che consentono l’integrazione dei processi organizzativi e l’accesso alle banche dati delle amministrazioni nel rispetto dei seguenti principi: • Ogni amministrazione mantiene il pieno controllo dei propri dati e delle proprie procedure. • Piena autonomia nelle scelte interne ma integrazione secondo consolidati standard e modelli di mercato. • Definizione dei confini di responsabilità.

Il modello di riferimento per SPC è quello SOA ossia un’architettura orientata ai servizi. Infatti SOA sta per Service-Oriented Architecture e definisce un approccio che specifica come una applicazione possa essere formata da un insieme di servizi indipendenti ma al tempo stesso cooperanti. Descriviamo quindi il flusso di funzionamento della cooperazione applicativa: 1. Le richieste di fruizione dei servizi vengono trasportate in una busta digitale, detta busta di e-gov, che contiene un messaggio scritto in XML, un linguaggio universale creato appositamente per lo scambio di dati. 2. Gli enti coinvolti nella cooperazione applicativa hanno una porta di accesso codificata: la cosiddetta porta di dominio. 3. La porta di dominio espone i servizi e anche i dati che ogni ente mette a disposizione. Gli indirizzi delle porte di dominio sono esposti in un registro nazionale detto SICA. 4. Nel SICA gli enti accedono anche alle specifiche tecniche necessarie a “parlare telematicamente” con gli altri enti: gli accordi di servizio.


L’infrastruttura logica della cooperazione applicativa dell’SPC si basa quindi su 5 macro attività: • l’identificazione dei soggetti attraverso la gestione federata delle identità digitali; • la validazione, attraverso prove di conformità ed interoperabilità delle porte di dominio richieste dagli enti ( Registro SICA); • la gestione degli accordi di servizio e la messa diposizione sul registro dei servizi ; • la gestione e condivisione delle conoscenze trattate e scambiate, in particolare al catalogo di schemi/ontologie necessarie alla costruzione delle architetture condivise; • i servizi di monitoraggio, gestione e sicurezza interna del centro servizi SPC.

Cooperazione applicativa regionale ed in Europa

Vediamo adesso come regioni italiane ed Europa stanno lavorando sul tema della cooperazione applicativa. In Italia, per esempio, le regioni italiane attraverso il CISIS, un organo tecnico della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome si occupa di integrazione in materia di sistemi informatici, geografici e statistici. In particolare il CISIS ha gestito i progetti ICAR ed ICAR PLUS, dove ICAR è l’acronimo di Interoperabilità e Cooperazione Applicativa tra le Regioni. Le Regioni coinvolte nel progetto si propongono di cooperare in modo stretto, sul modello SPCoop, per realizzare un sistema integrato di strutture e servizi che abilitino l’interoperabilità e la cooperazione applicativa tra i sistemi di e-government a livello interregionale e regionale. Un’interessante occasione che coinvolge le regioni, ma in un’ottica di cooperazione europea è ESIIG2, il secondo vertice europeo sull’Interoperabilità nell’iGovernment, con l’obiettivo di: • Promuovere l’interoperabilità come elemento chiave per lo sviluppo dell’iGovernment tra le regioni europee • Analizzare lo stato dell’arte dell’interoperabilità in Europa e le migliori pratiche regionali • Coinvolgere stakeholders internazionali, nazionali ed europei sull’interoperabilità, per la definizione delle nuove priorità e la realizzazione di servizi elettronici sempre più efficienti ed innovativi.

L'iniziativa è in linea con gli obiettivi europei di i2010, in cui l'interoperabilità è considerata lo strumento chiave per rendere i servizi di eGovernment più intelligenti. In Europa il punto di riferimento sui temi dell’interoperabilità per le pubbliche amministrazioni europee è il nuovissimo programma (ISA), che il 27 Agosto 2009 il Consiglio dei ministri dell'Ue ha adottato, per il periodo 2010-2015. Obiettivo dell'iniziativa e' sostenere e incentivare la cooperazione tra le amministrazioni pubbliche nazionali europee.

Le applicazioni in atto

Il vero valore aggiunto dell’SPC è quello di essere un punto di coordinamento. Ad esempio per ogni servizio applicativo deve essere stabilito un accordo di servizio. L'SPC formalizza dettagliatamente tali accordi in tutti i loro aspetti: dall'interfaccia, al comportamento, dalla definizione dei livelli di servizio, agli aspetti di sicurezza, fino agli indirizzi telematici. In questo modo l'utente dell'SPC, sia esso il realizzatore di un'applicazione o una pubblica amministrazione, si troverà definite e pubblicate in maniera trasparente le regole che definiscono in modo formale l'erogazione e la fruizione del servizio. Questo è particolarmente utile in contesti automatici, in cui il formalismo è un elemento fondamentale. Oltre a questo primo elemento di coordinamento, c'è poi il fatto che ad ogni servizio applicativo vengono associati anche aspetti semantici. Per fare un esempio con il sistema pensionistico, per fornire un servizio integrato al cittadino, possono essere coinvolti più enti che, non solo devono usare linguaggi informatici compatibili, ma anche criteri di calcolo contributivo condivisi che, ad esempio, prendano in esame lo stesso numero di giorni, con le stesse condizioni. Le applicazioni di cooperazione applicativa riguardano diversi campi di attività della PA come per esempio: • Anagrafe • Catasto • Fascicolo elettronico sanitario • Scuole • Lotta al lavoro sommerso • Riscossione sicura • Giustizia • Sistema statistico

In particolare il sistema interregionale, all’interno del progetto ICAR, segue i seguenti interventi progettuali : • Cooperazioni e Compensazioni Sanitarie Interregionali • Cooperazione tra sistemi di Anagrafe • Area Organizzativa Omogenea • Lavoro e Servizi per l’Impiego • Tassa automobilistica regionale • Osservatorio Interregionale sulla rete distributiva dei carburanti • Sistema Informativo Interregionale di Raccordo con Cinsedo

Tutti i compiti di Cnipa sono stati trasferiti a DigitPA.

Fonti