Investimenti territoriali integrati

Da WikiPA.

Un Investimento territoriale integrato (ITI) è uno strumento di sviluppo territoriale che permette l'implementazione di una strategia territoriale in modo integrato attingendo i fondi da almeno due differenti assi prioritari nello stesso o da differenti programmi[1].

Fonte normativa

Gli Investimenti territoriali integrati sono previsti dall'art.36 delle disposizioni comuni sui Fondi per la politica di coesione 2014 - 2020.[2] [3]

Caratteristiche di un ITI

Il primo comma dell'art.36 stabilisce che Qualora una strategia di sviluppo urbano o un'altra strategia o patto territoriale di cui all'articolo 12, paragrafo 1, del regolamento del FSE, richieda un approccio integrato che comporti investimenti del FSE, FESR o Fondo di coesione nell'ambito di più assi prioritari di uno o più programmi operativi, l'azione può essere eseguita sotto forma di investimento territoriale integrato (di seguito "ITI"). L'azione eseguita nell'ambito di un ITI può essere integrata da un sostegno finanziario dal FEASR o dal FEAMP..


Gli elementi chiave di un ITI sono:

  • l'individuazione di un territorio e di una strategia di sviluppo territoriale integrata (p.es. multisettoriale);
  • la necessità di implementare operazioni finanziate da almeno due differenti assi prioritari o programmi da utilizzare in modo integrato. [4].

Altre caratteristiche da sottolineare degli ITI:

  • un ITI può offrire iniziative integrate in unità con caratteristiche simili all'interno di una regione, anche se distanti dal punto di vista geografico.
  • Non è necessario che l'ITI copra l'intero territorio di un'unità amministrativa.
  • gli ITI fanno parte di una cassetta degli attrezzi per lo sviluppo territoriale e possono essere utilizzati volontariamente dagli Stati Membri: l'uso degli ITI non è obbligatorio.

Modalità di utilizzo dei Fondi

Gli ITI possono essere mono-fondo. In questo caso il supporto deriva dalla combinazione di diversi assi prioritari in uno o più programmi supportati dal medesimo Fondo[5]. Questa possibilità sarebbe peraltro limitata al FESR in quanto dal combinato disposto degli articoli 36 del Regolamento generale e 12 del Regolamento Fse, per il Fondo sociale la realizzazione di un ITI rende necessaria l’integrazione di più fonti finanziarie (Fse e Fesr), che può essere attuata attraverso la combinazione di risorse provenienti da due PO distinti o da più assi dello stesso PO plurifondo[6]. L'art. 36 sottolinea che il supporto dal FEASR o dal FEAMP ad un ITI può essere solo complementare a FESR, FSE o al Fondo di Coesione e quindi non sarebbe concepibile un ITI supportato solo da FEASR e/o dal FEAMP.

Ambiti di intervento

I principali ambiti di utilizzo dello strumento ITI rintracciabili nelle proposte di regolamento sono:

  • patti territoriali e iniziative locali per l'occupazione, l'istruzione e l'inclusione sociale[7].
  • Sviluppo Urbano Sostenibile[8].
  • Sviluppo locale di tipo partecipativo[9].
  • Programma di cooperazione nell'ambito della Cooperazione Territoriale Europea [10].

ITI e Sviluppo locale di tipo partecipativo

Lo sviluppo locale di tipo partecipativo [11] può essere un elemento da utilizzare per costruire l'implementazione di un ITI. Tuttavia, esistono differenze importanti tra ITI e sviluppo locale di tipo partecipativo:

  • Lo Sviluppo locale di tipo partecipativo ex art. 32 Disposizioni comuni è un approccio strettamente dal basso verso l'alto. E' il gruppo d'azione locale a stabilire la strategia di sviluppo locale e le operazioni soggette a finanziamento. L'ITI è invece neutrale rispetto alle modalità con cui vengono prese le decisioni relative agli investimenti stessi. Tale processo può essere dall'alto verso l'alto, dal basso verso l'alto o una combinazione dei due[12].
  • Le azioni di sviluppo locale di tipo partecipativo possono essere finanziate attraverso le risorse di un unico fondo e nell’ambito di un unico obiettivo tematico con una priorità d’investimento dedicata. Gli Investimenti territoriali integrati richiedono necessariamente il contributo finanziario di più assi/priorità d’investimento e generalmente di più fondi[13].
  • L’ITI può essere attuato da un solo ente locale - ad esempio una città - a cui l’AdG ha delegato i compiti di gestione e di esecuzione. Lo sviluppo locale di tipo partecipativo deve essere invece necessariamente attuato dalla comunità locale attraverso la costituzione di partenariati tra pubblico e privato[14].

ITI e Sviluppo Urbano Integrato

Un ITI può essere utilizzato per lo Sviluppo urbano sostenibile integrato previsto dall'art.7 del Regolamento FESR. In questo caso il programma dovrà contenere:

  • l'indicazione dell'ammontare del supporto del FESR alle azioni integrate che dovranno essere implementate attraverso l'ITI.
  • la descrizione del ruolo delle autorità urbane nell'implementazione dell'ITI [15].

ITI e Cooperazione Territoriale Europea

l'art. 10 del Regolamento per la CTE, prevede che questa modalità debba essere gestita da un organismo intermedio costituito dalle autorità pubbliche di almeno due paesi partecipanti.

Governance dell'ITI

Il terzo comma dell'art.36 stabilisce che Lo Stato membro o l'autorità di gestione può designare uno o più organismi intermedi, compresi enti locali, organismi di sviluppo regionale o organizzazioni non governative, cui delegare la gestione e l'attuazione di un ITI conformemente alle norme specifiche di ciascun fondo. La Commissione raccomanda, quando l'implementazione dei compiti di un ITI sono delegati, di utilizzare un solo corpo intermedio in modo tale da garantire il carattere integrato di questo strumento [16]. Quando ciò non sia possibile, è essenziale definire meccanismi di coordinamento per assicurare l'approccio integrato.

Monitoraggio e sorveglianza

Lo Stato membro o le autorità di gestione competenti provvedono affinché il sistema di sorveglianza del programma operativo preveda l'individuazione degli interventi e delle realizzazioni di un asse prioritario che contribuiscono a un ITI.[17]

Note

  1. Draft Guidance Fiche Integrated Territorial Investment, European Commission, 27/02/2013
  2. Regolamento (UE) N. 1303/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013
  3. L'art.36 si colloca all'interno delle Disposizioni comuni nella Parte III, Disposizioni generali applicabili al FESR, al FSE e al FC, Titolo III Programmazione, Capo III - Sviluppo Territoriale.
  4. Draft Guidance Fiche Integrated Territorial Investment, European Commission, 27/02/2013, pag. 3
  5. Draft Guidance Fiche Integrated Territorial Investment,cit., pag. 4
  6. Quaderno Tecnostruttura del 1° ottobre 2013,pag.59
  7. Articolo 12 Regolamento(UE) N. 1304/2013 Del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 relativo al FSE: Disposizioni particolari concernenti il trattamento delle specificità territoriali
  8. Articolo 7 Regolamento (UE) N. 1301/2013 Del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 relativo al FESR: Sviluppo urbano sostenibile
  9. Articolo 32 Regolamento (UE) N. 1303/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 recante disposizioni comuni: Sviluppo locale di tipo partecipativo
  10. art. 10 del Regolamento(UE) N. 1299/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 relativo al sostegno dell'obiettivo di cooperazione territoriale europea
  11. Articolo 32 Regolamento(UE) N. 1303/2013 Del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 recante disposizioni comuni: Sviluppo locale di tipo partecipativo
  12. Scheda informativa Investimento Territoriale Integrato
  13. Quaderno Tecnostruttura del 1° ottobre 2013,pag.66
  14. Quaderno Tecnostruttura del 1° ottobre 2013,pag.66
  15. Per un'ipotesi di utilizzo dell'ITI per la realizzazione delle strategie di sviluppo urbano sul territorio italiano si veda Piattaforma ANCI per la politica di coesione 2014 2020
  16. Draft Guidance Fiche Integrated Territorial Investment, European Commission, 27/02/2013
  17. Regolamento (UE) N. 1303/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni