Sviluppo locale di tipo partecipativo

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Lo sviluppo locale di tipo partecipativo (in inglese Community Led Local Development, CLLD) è uno strumento, basato sull'esperienza di LEADER nel settore dello sviluppo rurale, volto a completare e rafforzare l'esecuzione delle politiche pubbliche per tutti i Fondi del QSC. Lo scopo è di aumentare l'efficacia e l'efficienza delle strategie di sviluppo territoriale delegando l'adozione di decisioni e l'attuazione a una partnership locale tra soggetti del settore pubblico, del settore privato e della società civile[1]

Fonte normativa

Lo Sviluppo locale di tipo partecipativo è previsto dagli articoli 32 - 35 delle disposizioni comuni sui Fondi per la politica di coesione 2014 - 2020.[2] [3]

Obiettivi

Lo scopo principale della proposta della Commissione è semplificare ed espandere l’uso dello sviluppo locale di tipo partecipativo come strumento di sviluppo ed attraverso questo[4] :

  • incoraggiare le comunità locali a sviluppare approcci integrati bottom-up di sviluppo, ove ci sia la necessità di rispondere alle sfide territoriali e locali con cambiamenti strutturali (città, aree geografiche funzionali e territori subregionali con specifici problemi geografici o demografici);
  • costruire capacità comuni e stimolare l’innovazione (inclusa l’innovazione sociale), l’imprenditorialità e la capacità di rispondere ai cambiamenti, incoraggiando lo sviluppo e la scoperta di potenziali inespressi di comunità e territori;
  • promuovere il senso di appartenenza comunitaria incrementando la partecipazione all'interno della comunità e sviluppando il senso di coinvolgimento che può aumentare l'efficacia delle politiche dell'Unione Europea;
  • favorire la governance multi-livello prevedendo un percorso per le comunità locali affinché cooperino nel modellare l’attuazione degli obiettivi Ue in tutte le aree.

Modalità di intervento

Lo sviluppo locale di tipo partecipativo è sostenuto dal FEASR, denominato sviluppo locale LEADER, e può essere sostenuto dal FESR, dal FSE o dal FEAMP. Tali fondi sono di seguito indicati dalla dicitura "Fondi SIE interessati"[5].

I quattro principi dello sviluppo locale partecipativo

Lo sviluppo locale di tipo partecipativo è: a) concentrato su territori subregionali specifici;
b) gestito da gruppi d'azione locali composti da rappresentanti degli interessi socio-economici locali sia pubblici che privati, e nei quali, a livello decisionale, né le autorità pubbliche, quali definite in conformità delle norme nazionali, né alcun singolo gruppo di interesse rappresentano più del 49% degli aventi diritto di voto;
c) attuato attraverso strategie territoriali di sviluppo locale integrate e multisettoriali;
d) concepito tenendo conto dei bisogni e delle potenzialità locali,
e comprende elementi innovativi nel contesto locale, attività di creazione di reti e, se del caso, di cooperazione.

Coerenza e coordinamento

Il sostegno dei Fondi SIE interessati allo sviluppo locale di tipo partecipativo è coerente e coordinato tra i Fondi SIE interessati. Tale coerenza e coordinamento sono assicurati segnatamente tramite procedure coordinate di rafforzamento delle capacità, selezione, approvazione e finanziamento delle strategie di sviluppo locale di tipo partecipativo e dei gruppi impegnati nello sviluppo locale.

Fondo capofila

Se il comitato di selezione delle strategie di sviluppo locale di tipo partecipativo istituito ai sensi dell'articolo 33, paragrafo 3 del Regolamento (UE) 1303/2013, ritiene che l'attuazione della strategia di sviluppo locale di tipo partecipativo selezionata richieda la partecipazione di più di un Fondo, può designare, in conformità delle norme e procedure nazionali, un fondo capofila per sostenere i costi di gestione e di animazione ai sensi dell'articolo 35, paragrafo 1, lettere d) ed e), per la strategia di sviluppo locale di tipo partecipativo.

La strategia di sviluppo locale

Contenuti minimi

L'art. 33 delle Disposizioni comuni definisce gli elementi minimi di una strategia di sviluppo locale:
a) la definizione del territorio e della popolazione interessati dalla strategia;
b) un'analisi delle esigenze di sviluppo e delle potenzialità del territorio, compresa un'analisi dei punti di forza, delle carenze, delle opportunità e dei rischi;
c) una descrizione della strategia e dei suoi obiettivi, un'illustrazione del carattere integrato e innovativo della strategia e una gerarchia di obiettivi, con indicazione di obiettivi misurabili per le realizzazioni e i risultati. Per quanto concerne i risultati, gli obiettivi possono essere espressi in termini qualitativi o quantitativi. La strategia deve essere coerente con i programmi pertinenti di tutti i Fondi SIE interessati;
d) una descrizione del processo di associazione della comunità all'elaborazione della strategia;
e) un piano d'azione che traduca gli obiettivi in azioni concrete;
f) una descrizione delle modalità di gestione e sorveglianza della strategia, che dimostri la capacità del gruppo di azione locale di attuarla, e una descrizione delle modalità specifiche di valutazione;
g) il piano di finanziamento della strategia, compresa la dotazione prevista a titolo di ciascun Fondo SIE interessato.

Modalità di selezione

Gli Stati membri definiscono i criteri per la selezione delle strategie di sviluppo locale di tipo partecipativo. Le strategie di sviluppo locale di tipo partecipativo sono selezionate da un comitato istituito a tale scopo dalla o dalle autorità di gestione responsabili e sono approvate dalla o dalle autorità di gestione responsabili. Il primo ciclo di selezione delle strategie di sviluppo locale di tipo partecipativo è completato entro due anni dalla data di approvazione dell'Accordo di partenariato. Gli Stati membri possono selezionare strategie aggiuntive di sviluppo locale di tipo partecipativo successivamente a tale data, ma non oltre il 31 dicembre 2017. La decisione che approva una strategia di sviluppo locale di tipo partecipativo stabilisce la dotazione a titolo di ciascun Fondo SIE interessato. La decisione definisce inoltre le responsabilità per i compiti di gestione e di controllo nell'ambito del programma o dei programmi in relazione alla strategia di sviluppo locale.

Dimensioni minime e massime

La popolazione del territorio interessato dalla strategia di sviluppo locale, non deve essere inferiore a 10.000 abitanti né superiore a 150.000. La Commissione, tuttavia, può adottare o modificare tali limiti di popolazione per uno Stato membro contenuti nell'Accordo di partenariato, in casi debitamente giustificati e in base a una proposta di uno Stato membro, al fine di tener conto di aree scarsamente o densamente popolate o di garantire la coerenza territoriale delle aree rientranti nelle strategie di sviluppo locale.

Gruppi di azione locale

I gruppi di azione locale[6] elaborano e attuano le strategie di sviluppo locale di tipo partecipativo. Gli Stati membri stabiliscono il ruolo del gruppo d'azione locale e delle autorità responsabili dell'esecuzione dei programmi in questione per i compiti attuativi connessi alla strategia. L'autorità o le autorità di gestione responsabili provvedono affinché i gruppi di azione locale scelgano al loro interno un partner capofila per le questioni amministrative e finanziarie, oppure si riuniscano in una struttura comune legalmente costituita.

Compiti dei gruppi di azione locale

I gruppi di azione locale hanno i seguenti compiti:
a) rafforzare la capacità dei soggetti locali di elaborare e attuare interventi, anche stimolandone le capacità di gestione dei progetti;
b) elaborare una procedura di selezione trasparente e non discriminatoria e criteri oggettivi di selezione degli interventi che evitino conflitti di interessi, garantire che almeno il 50% dei voti espressi nelle decisioni di selezione provenga da partner che sono autorità non pubbliche e consentire la selezione mediante procedura scritta;
c) garantire la coerenza con la strategia di sviluppo locale di tipo partecipativo nella selezione degli interventi, stabilendone l'ordine di priorità in funzione del loro contributo al conseguimento degli obiettivi generali e specifici delle strategie;
d) preparare e pubblicare gli inviti a presentare proposte o un bando permanente per la presentazione di progetti, compresa la definizione dei criteri di selezione;
e) ricevere e valutare le domande di sostegno;
f) selezionare gli interventi e fissare l'importo del sostegno e, se pertinente, presentare le proposte all'organismo responsabile della verifica finale dell'ammissibilità prima dell'approvazione;
g) verificare l'attuazione della strategia di sviluppo locale di tipo partecipativo e degli interventi finanziati e condurre attività di valutazione specifiche legate alla strategia di sviluppo locale di tipo partecipativo

Sostegno dei Fondi allo sviluppo locale di tipo partecipativo

Il sostegno allo sviluppo locale di tipo partecipativo viene descritto all'art. 35 delle Disposizioni comuni.

Preparazione

Il sostegno può riguardare innanzitutto i costi del supporto preparatorio consistente in sviluppo delle capacità, formazione e creazione di reti, nell'ottica di elaborare e attuare una strategia di sviluppo locale. Tali costi possono coprire uno o più dei seguenti elementi:

  • iniziative di formazione rivolte alle parti interessate locali;
  • studi sull'area interessata;
  • elaborazione della strategia di sviluppo locale, ivi incluse consulenza e azioni legate alla consultazione delle parti interessate ai fini della preparazione della strategia;
  • amministrazione (costi operativi e per il personale) di un'organizzazione candidata al supporto preparatorio nel corso della fase di preparazione;
  • sostegno a piccoli progetti pilota.


Tale supporto preparatorio è ammissibile a prescindere dall'eventualità che il comitato di selezione[7], scelga o meno di finanziare la strategia di sviluppo locale progettata dal gruppo d'azione locale che beneficia del sostegno.

Implementazione della strategia

Nelle fasi successive il sostegno può comprendere:

  • l'esecuzione degli interventi nell'ambito della strategia di sviluppo locale di tipo partecipativo;
  • la preparazione e la realizzazione delle attività di cooperazione del gruppo di azione locale;
  • i costi di esercizio connessi alla gestione dell'attuazione della strategia consistenti in costi operativi, costi per il personale, costi di formazione, costi relativi alle pubbliche relazioni, costi finanziari nonché costi connessi al monitoraggio e alla valutazione della strategia;
  • l'animazione della strategia di sviluppo locale di tipo partecipativo per agevolare gli scambi tra le parti interessate intesi a fornire informazioni e promuovere la strategia e per aiutare i potenziali beneficiari a mettere a punto gli interventi ed elaborare le domande.


Il sostegno per i costi di esercizio e animazione non deve superare il 25% della spesa pubblica complessiva sostenuta nell'ambito delle strategie di sviluppo locale.

Monitoraggio e valutazione

Per adempiere agli obblighi di monitoraggio a livello di programma[8], l’Autorità di Gestione dovrà richiedere ai GAL informazioni su ciascuno dei progetti approvati[9]. I rapporti annuali predisposti dai GAL dovrebbero inoltre contribuire alla redazione del Rapporto annuale di esecuzione del PO[10]. Ai fini della costruzione del quadro dei risultati, la CE suggerisce di utilizzare “il numero dei GAL costituiti nell’ambito di ciascun fondo” come indicatore di realizzazione e il “totale della spesa pubblica per lo Sviluppo locale di tipo partecipativo” come indicatore finanziario. Potranno inoltre essere utilizzati ulteriori indicatori quali: il “numero dei finanziamenti preparatori” o il “numero dei progetti di cooperazione”. L’approccio alla valutazione dello Sviluppo locale di tipo partecipativo dovrebbe essere descritto nel piano di valutazione del PO. Tra gli aspetti da indagare vi sarà il contributo delle strategie di sviluppo locale, attuate dai GAL, al raggiungimento degli obiettivi del programma. La Commissione raccomanda inoltre di valutare l’efficienza e l’efficacia delle modalità di attuazione dello Sviluppo locale di tipo partecipativo.

Sviluppo locale di tipo partecipativo nell'Accordo di partenariato

L'Accordo di partenariato adottato dalla Commissione il 29 ottobre 2014, accogliendo e valorizzando l'indicazione dei nuovi regolamenti, assegna un ruolo fondamentale alle iniziative di Sviluppo locale di tipo partecipativo.
Gli orientamenti per l'applicazione dello Sviluppo locale di tipo partecipativo in Italia sono contenuti nella sezione 3.1 dell'Accordo di partenariato [11]

Obiettivi e priorità

L'Accordo di partenariato sottolinea come lo strumento CLLD[12] ha la proprietà distintiva di arruolare le forze e le competenze del settore privato, in partenariato con gli enti locali, al perseguimento degli obiettivi di sviluppo territoriale. Si richiama quindi la necessità che gli obiettivi siano finalizzati a precisi ambiti tematici in cui i partner coinvolti dispongano di competenze ed esperienze specifiche[13].
I Piani di Azione dovranno concentrarsi su un esiguo numero di ambiti di intervento, in ogni caso non superiore a tre, su cui impostare la progettazione locale 2014-2020. I GAL sceglieranno gli ambiti tematici di intervento per i rispettivi piani di azione da una lista pre-definita. Nel caso in cui il Piano di Azione includa più di un ambito tematico su cui costruire la strategia locale, questi devono essere connessi tra loro per il raggiungimento dei risultati attesi e non essere concepiti come una mera sommatoria di ambiti tematici. La concentrazione su risultati ben specificati non implica l’elaborazione di una strategia mono-tematica, quanto piuttosto di una strategia che ricerchi e valorizzi i legami tra gli interventi proposti (es. turismo-beni culturali-prodotti tipici). Tale strategia dovrebbe puntare alla creazione di occupazione in ambito locale e alla valorizzazione di risorse locali incentivando attività produttive sostenibili sotto il profilo ambientale ed economico-sociale e servizi per la popolazione e l’inclusione sociale.

Ambiti tematici

La lista degli ambiti tematici di intervento comprende i seguenti:

  • sviluppo e innovazione delle filiere e dei sistemi produttivi locali (agro-alimentari, artigianali e manifatturieri, produzioni ittiche);
  • sviluppo della filiera dell’ energia rinnovabile (produzione e risparmio energia);
  • turismo sostenibile;
  • cura e tutela del paesaggio, dell’uso del suolo e della biodiversità (animale e vegetale);
  • valorizzazione di beni culturali e patrimonio artistico legato al territorio.
  • Accesso ai servizi pubblici essenziali;
  • Inclusione sociale di specifici gruppi svantaggiati e/o marginali;
  • Legalità e promozione sociale nelle aree ad alta esclusione sociale ;
  • Riqualificazione urbana con la creazione di servizi e spazi inclusivi per la comunità;
  • Reti e comunità intelligenti;
  • Diversificazione economica e sociale connessa ai mutamenti nel settore della pesca.

Vi sono azioni e misure di natura trasversale rispetto agli ambiti tematici sopra menzionati, quali, ad esempio, la formazione del capitale umano, il trasferimento tecnologico, la diffusione delle ICT, ecc. che possono rivelarsi funzionali al raggiungimento dei risultati negli ambiti di cui sopra e, come tali, dovrebbero essere inclusi, laddove necessario, nel Piano di Azione. Non appare, quindi, opportuno inserire tali interventi tra gli ambiti tematici su cui concentrare l’intero Piano di Azione.

Fondi coinvolti nel finanziamento

Nel finanziamento di progetti CLLD in ciascuna regione potranno essere coinvolti più Fondi, sia pure in modo diverso in funzione dei territori interessati e degli ambiti tematici di intervento prescelti. L’approccio multi-fondo è da ritenersi preferibile per assicurare una maggiore apertura ed efficacia dei Piani di Azione.
Per assicurare l’utilizzo dello strumento CLLD in forma coerente con le sue potenzialità occorre che i programmi regionali allochino una dotazione minima di risorse finanziarie comunitarie e nazionali a beneficio del CLLD. Per il FEASR il regolamento sullo sviluppo rurale impone una riserva minima di allocazione finanziaria del 5% di ciascun PSR. Per gli altri fondi (FESR e FSE), qualora le Regioni decidano di utilizzarli con modalità attuativa community-led, dovrà essere assicurata una adeguata dotazione di risorse finanziarie, indicativamente comparabile a quella che il Programma di Sviluppo Rurale deve destinare al CLLD all’interno della regione. Il FEAMP contribuirà agli interventi Community-led almeno per il 10% del suo programma nazionale.

Meccanismi di coordinamento

Comitato tecnico regionale

In ciascuna regione, al fine di guidare il processo di individuazione dei temi di intervento e la selezione dei GAL sulla base dei piani d’azione che essi propongono e delle caratteristiche del partenariato, sarà necessario creare un Comitato tecnico regionale per l’attuazione dell’intervento Community-lead.
A questo prenderanno parte le autorità di gestione di tutti i programmi coinvolti (una per ciascun Fondo) ed esperti di sviluppo locale, con il compito di seguire l’attuazione degli interventi CLLD in tutte le loro fasi, nonché di garantire il collegamento con la più ampia politica territoriale della regione inclusiva della strategia per le aree interne e dell’agenda urbana. Detto comitato si occuperà di definire i risultati attesi e gli obiettivi dell’intervento community-led, le priorità territoriali e tematiche che lo guidano, rendendoli operativi attraverso opportuni criteri di selezione di Piani di Azione e GAL. Per queste ragioni, tale Comitato regionale per l’attuazione inter-fondo dovrà contemplare la presenza di adeguate competenze tecniche per Fondo e potrà includere altre amministrazioni che la regione eventualmente consideri rilevanti o competenti in relazione agli interventi da attivare [14]

Compiti delle Autorità di Gestione

La predisposizione e la pubblicazione dei bandi per la selezione dei Piani e dei GAL, l’approvazione della graduatoria, i flussi finanziari e di controllo saranno curati dalle AdG dei programmi regionali, che dovranno lavorare in modo coordinato per evitare discrasie temporali.

Fondo capofila

I GAL potranno presentare proposte di Piano mono-fondo o pluri-fondo. Nel caso di PdA finanziati da più fondi, il fondo prevalente in termini di dotazioni finanziarie assumerà il ruolo di fondo capofila (lead) ai fini degli adempimenti previsti dai regolamenti comunitari.

Comitato di pilotaggio nazionale

A livello nazionale, la sfida dell’approccio pluri-fondo impone un’assunzione di responsabilità anche per le amministrazioni nazionali capofila di Fondo. A tal fine appare necessaria la creazione di un Comitato di Pilotaggio nazionale che, rispecchiando la composizione dei comitati regionali, ma con competenze più di indirizzo generale e trasversale [15]

Il Comitato nazionale dovrà includere anche una rappresentanza delle Regioni.

Territori interessati

I territori nei quali applicare il CLLD potranno essere molteplici: rurali, urbani e riconducibili alla pesca. La loro individuazione dovrà essere effettuata dai programmi regionali, in modo coordinato dai diversi Fondi, allo scopo di evitare che sullo stesso territorio si sovrappongano due o più GAL e che si duplichino strutture e costi amministrativi sullo stesso territorio Nelle aree rurali - che in linea generale coincideranno con le aree C e D del PSN della programmazione 2007- 201363, il fondo capofila (lead) dei PdA sarà in genere il FEASR, in particolar modo laddove le aree tematiche di intervento siano quelle di responsabilità primaria del Fondo medesimo. Le aree costiere e della pesca sono quelle considerate eleggibili dal programma nazionale FEAMP. In queste aree il FEAMP assumerà il ruolo di fondo capofila. In alcuni casi, si potranno prevedere progetti di cooperazione inter-territoriale, ad esempio, tra GAL “rurali”, GAL “urbani” e Gruppi di Azione Costiera (GAC) per sviluppare iniziative e interventi comuni che colleghino aree diverse per raggiungere risultati concreti.

Ruolo dei GAL

Il ruolo previsto per i GAL includerà almeno quei compiti minimi stabiliti dal regolamento comune (art. 30.3), che a sua volta ciascun programma dovrà assumere come dimensione minima in riferimento alle funzioni da assicurare ai GAL. Partendo da queste funzioni minime, le AdG potranno eventualmente delegare altre funzioni, ove opportuno.

Dotazione finanziaria

La realizzazione di progetti secondo le modalità del CLLD impone che sia assicurata ai GAL una dotazione adeguata di risorse finanziarie e che gli interventi siano caratterizzati da una certa «massa critica», pur senza raggiungere livelli di complessità attuativa e gestionale eccessivi. Per tale motivo, è necessario che la dotazione finanziaria pubblica complessiva (comunitaria + nazionale) messa a disposizione di ciascun GAL e PdA sia delimitata da una soglia minima ed una massima. Queste soglie sono fissate a livelli diversi in relazione al fondo che svolge ruolo di capofila per l’attuazione di ciascun progetto, indipendentemente dal fatto che le risorse finanziarie ad esso attribuite provengano da un unico Fondo Strutturale o da più di uno.

Fondo Soglia minima Soglia massima
FEASR 4 milioni 12 milioni
FESR/FSE 1 milioni 5 milioni
FEAMP 1 milioni 5 milioni

Criteri di selezione

Tra i criteri previsti per la selezione di GAL, da definire in modo coordinato a cura dei programmi regionali, vanno inclusi, oltre alla qualità della proposta progettuale contenuta nel PdA, la sua focalizzazione tematica, e la coerenza fra l’esperienza e le competenze dei partner associati al GAL e l’ambito di intervento proposto.

Capacità isituzionali per lo Sviluppo locale di tipo partecipativo

Raccomandazioni della Commissione

Nelle linee guida sul Community Led Local Development[16]la Commissione affronta il tema delle azioni di supporto necessarie a tutte le amministrazioni coinvolte per far rendere al meglio lo strumento. Si raccomanda di:

  • Facilitare il processo, assicurando in tutte le fasi di implementazione una interazione agevole tra gli attori chiave dello sviluppo locale di tipo partecipativo. Gli Stati Membri e e le Regioni sono incoraggiate a facilitare una buona comunicazione tra le Autorità di Gestione, le Agenzie di pagamento, le Autorità di Audit ed i GAL.
  • Prendere consapevolezza delle specificità dello strumento. Tutte le autorità coinvolte nell'implementazione dovrebbero essere consapevoli delle specificità di questo strumento: del carattere innovativo degli interventi, del coinvolgimento di vari settori della popolazione locale, del carattere integrato dei progetti, della necessità di non focalizzarsi solo sugli aspetti quantitativi ma anche sui processi qualitativi generati dal metodo dello sviluppo locale di tipo partecipativo.

Viene inoltre raccomandata una modalità di implementazione delle attività di Capacity building: dovrebbero essere intraprese in comune dalle Autorità di Gestione per promuovere il metodo e fornire supporto alla preparazione delle strategie sull'intero territorio nazionale o regionale. Queste attività possono essere progettate entro il supporto preparatorio, uno degli elementi che possono essere finanziati dallo sviluppo locale di tipo partecipativo. Manifestazioni di interesse dovrebbero essere promossi in comune per tutti i fondi e un gruppo di esperti potrebbero essere messi a disposizione per tutte le parti interessate. Successivamente, la Commissione ha integrato le linee guida pubblicando gli orientamenti sullo sviluppo locale di tipo partecipativo per gli attori locali[17]. Lo scopo di questa integrazione è fornire, a coloro che sono direttamente coinvolti nei gruppi di azione locale, alcuni strumenti e suggerimenti pratici per attuare il CLLD in diversi contesti. La guida ha anche l'obiettivo di dimostrare a città e organizzazioni sociali che il CLLD è uno strumento efficace per affrontare alcune delle loro sfide, spiegando inoltre le modalità di utilizzo del FSE e del FESR.

Supporto previsto dall'Accordo di partenariato

L'Accordo di partenariato [18] prevede un supporto specifico al CLLD, individuando tre diversi obiettivi per tale attività:
1) Il sostegno alla qualità della strategia locale con particolare riguardo per la sua focalizzazione tematica di tipo non generalista, ed all’individuazione di indicatori di risultato che siano ad un tempo realistici e stringenti;
2) La condivisione del metodo e dell’approccio Community Led all’interno della filiera di attuazione, attraverso interventi di affiancamento e di formazione che saranno rivolti particolarmente ai soggetti che andranno ad utilizzare il CLLD per la prima volta e che per questo presentano un fabbisogno più elevato;
3) L’efficiente ed efficace funzionamento dei Comitati tecnici regionali nelle diverse fasi di programmazione, selezione e finanziamento dei Piani Locali, finalizzato ad agevolare e snellire la governance e l’attuazione degli interventi. Tale supporto, nelle sue diverse forme, andrebbe attuato con risorse nazionali e una struttura tecnica adeguata alle diverse esigenze. Le risorse nazionali potrebbero essere assicurate da programmi di assistenza tecnica nazionali che, fra le altre cose, coprano anche le esigenze di supporto dei CLLD.

Note

  1. Documento di lavoro dei servizi della Commissione. Elementi di un quadro strategico comune 2014-2020 per il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo sociale europeo, il Fondo di coesione, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca. Bruxelles, 14.3.2012
  2. Regolamento (UE) N. 1303/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013
  3. Gli articoli 32 - 35 si collocano all'interno delle Disposizioni comuni nella Parte II, Disposizioni generali applicabili ai fondi SIE, Titolo III Programmazione, Capo II - Sviluppo locale di tipo partecipativo.
  4. Scheda informativa Sviluppo locale di tipo partecipativo
  5. Disposizioni comuni, art. 32
  6. Art.34 Disposizioni comuni
  7. istituito in virtù dell'articolo 33, paragrafo 3 delle Disposizioni comuni
  8. Common guidance of the European Commission’s directorates-general AGRI, EMPLm MARE and REGIO on Community Led Local Development in European Structural and Investment Funds (29 Aprile 2013).
  9. Ogni singola operazione è supportata da un fondo e segue i relativi requisiti di monitoraggio di avanzamenti fisico e finanziario
  10. Le linee guida specificano che i dati dovrebbero essere trasmessi all'Autorità di Gestione in modalità elettronica
  11. Accordo di partenariato Italia 2014 - 2020, pp. 683 -689
  12. l'Accordo di partenariato utilizza l'acronimo tratto dalla denominazione inglese dello strumento, Community Led Local Development. Si tratta comunque dello strumento Sviluppo locale di tipo partecipativo di cui all'art.32 delle Disposizioni comuni
  13. Questa sezione della voce riprende i contenuti della sezione 3.1 dell' Accordo di partenariato Italia 2014 - 2020
  14. L'accordo di partenariato definisce nel dettaglio i compiti del Comitato tecnico regionale: - Individuare le risorse dei vari Fondi da impegnare in ciascun processo di selezione - Definire i criteri di selezione dei Piani di Azione e dei GAL - Istruire e valutare i Piani, predisporre e trasmettere le graduatorie alle AdG dei programmi; - Armonizzare i tempi nel funzionamento dei diversi Fondi; - Monitorare le operazioni (finanziario e procedurale); - Esprimere un parere su modifiche/emendamenti dei Piani di Azione
  15. nello specifico, il Comitato di pilotaggio: - affronterà problematiche di carattere tecnico, amministrativo, giuridico, e finanziario comuni attinenti la selezione, il controllo e l’eleggibilità delle spese; - individuerà iniziative comuni di supporto ai Comitati regionali di attuazione, per migliorare la qualità del coordinamento e la velocità della attuazione del CLLD (su temi quali ad es. la gestione dei flussi finanziari, la cooperazione interterritoriale e transnazionale, ecc); - imposterà e condurrà attività di monitoraggio e valutazione; - diffonderà al pubblico informazioni sistematiche sullo stato di attuazione e sugli effetti del CLLD.
  16. Common guidance of the European Commission’s directorates-general AGRI, EMPLm MARE and REGIO on Community Led Local Development in European Structural and Investment Funds (giugno 2014).
  17. Orientamenti sullo sviluppo locale di tipo partecipativo per gli attori locali
  18. Accordo di partenariato Italia 2014 - 2020

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni